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CENTRO SOCIALE

Sgombero Askatasuna, ai domiciliari il cosentino Ferdinando Gentile

L’attivista cosentino è è accusato di un ruolo nell’organizzazione logistica durante la manifestazione di Torino del 31 gennaio

Pubblicato il: 08/11/2026 – 12:01
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COSENZA C’è anche il nome di Ferdinando Gentile, attivista e sindacalista cosentino, tra le persone raggiunte dalle misure cautelari disposte nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Torino sugli scontri avvenuti il 31 gennaio scorso, durante la manifestazione nazionale contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari, nell’ambito del provvedimento emesso dal gip del Tribunale di Torino, Giulia Caveglia, ed eseguito lo scorso 5 novembre. Una figura conosciuta nell’area urbana di Cosenza per il suo impegno nelle vertenze sociali, Gentile è tra i fondatori di Prendocasa Cosenza, realtà impegnata sul fronte del diritto all’abitare, e del collettivo La Base. È inoltre dirigente dell’Unione Sindacale di Base (USB), organizzazione con cui ha partecipato a diverse mobilitazioni in Calabria, in particolare sulle questioni del lavoro e dell’emergenza abitativa.
L’inchiesta torinese riguarda i disordini verificatisi durante il corteo del 31 gennaio, organizzato dopo lo sgombero dello storico centro sociale Askatasuna. In quella giornata, secondo la ricostruzione degli investigatori, gruppi di manifestanti avevano affrontato le forze dell’ordine con il lancio di pietre, bottiglie e altri oggetti, provocando il ferimento di 103 agenti. Complessivamente sono 16 le persone raggiunte da misure cautelari di diversa natura, tra custodia in carcere, arresti domiciliari, divieti di dimora e obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria. Per quanto riguarda Gentile, tra gli elementi contestati dalla Procura figurerebbe il suo presunto coinvolgimento nell’organizzazione logistica della protesta. In particolare, gli viene attribuito il noleggio e la guida di un furgone sul quale sarebbero stati trasportati dodici scudi artigianali in metallo, successivamente distribuiti ad alcuni manifestanti e utilizzati negli scontri con gli agenti. L’ordinanza gli riconoscerebbe un ruolo di rilievo nella preparazione della protesta. La ricostruzione giudiziaria evidenzia, tuttavia, che Gentile non sarebbe stato ripreso mentre compiva direttamente atti di violenza. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari: per tutti gli indagati resta ferma la presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

La solidarietà di USB

Dopo la notizia del provvedimento è arrivata la presa di posizione della Confederazione regionale calabrese dell’USB, che ha espresso solidarietà al proprio dirigente e a tutte le persone raggiunte dalle misure cautelari. Il sindacato ha ricordato il lungo impegno di Gentile nelle battaglie per il diritto alla casa, la contrattualizzazione dei tirocinanti calabresi e la difesa della sanità pubblica. USB ha inoltre annunciato che continuerà a sostenere le vertenze sociali e le mobilitazioni portate avanti negli anni dall’attivista.

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