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Un monitoraggio innovativo per le cure cardiologiche all'Annunziata

Utilizzato un sistema invasivo dei parametri vitali attraverso l’incannulazione percutanea ecoguidata dei vasi venosi centrali ed arteriosi. Il direttore De Rosa: «Uoc di Cosenza tra le migliori d’…

Pubblicato il: 07/06/2018 – 17:53
Un monitoraggio innovativo per le cure cardiologiche all'Annunziata

COSENZA Presso l’Uoc Cardiologia-Utic dell’Azienda ospedaliera di Cosenza è stato utilizzato un sistema di monitoraggio invasivo dei parametri vitali attraverso l’incannulazione percutanea ecoguidata dei vasi venosi centrali ed arteriosi. Questo sistema è fondamentale in pazienti affetti da forme particolarmente gravi di scompenso cardiaco e shock cardiogeno, per rendere possibile un costante e puntuale rilievo dei parametri emodinamici imprescindibili per una scelta terapeutica mirata. A comunicarlo, attraverso una nota, è la stessa Azienda ospedaliera.
In qualità di struttura di II livello, l’Utic di Cosenza è la prima in ambito regionale, e tra le poche in ambito nazionale, ad essersi dotata di questo innovativo sistema. In particolare – si legge nella nota – «è la prima volta che quest’apparecchiatura viene applicata e gestita interamente da uno staff cardiologico medico ed infermieristico. Questo risultato è frutto di un lungo ed intenso programma di formazione teorico-pratica che ha visto impegnati in prima linea la dottoressa Maria Teresa Manes, responsabile dell’Utic, la coordinatrice infermieristica Caterina Fortuna e tutto lo staff di medici e infermieri che a vario titolo concorrono alla cura dei pazienti.
Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore dell’Unità operativa complessa di Cardiologia, Francesco De Rosa. «La Cardiologia Utic di Cosenza si pone, in termini di efficienza ed efficacia delle cure, tra le migliori realtà sanitarie del territorio nazionale. Lo attestano – spiega De Rosa – gli indicatori di ricovero dell’ultimo triennio che concordano con quelli della regione Lombardia, ritenuta capofila in termini di qualità delle cure. Medesime ottimali correlazioni si desumono dal raffronto dei dati recentemente pubblicati dal rapporto Oasi 2016 dell’Università Bocconi di Milano. Inoltre, dai dati del Piano nazionale esiti del ministero della Salute, si può facilmente desumere che nei pazienti ricoverati per infarto miocardico nella nostra Utic è stata osservata una mortalità a 30 giorni inferiore rispetto ai parametri di riferimento nazionale (anno 2015: 6.19% vs 9.03%, nel 2016: 7.46% vs 8.64 %)».
«Il lavoro svolto dalla Cardiologia concorre all’ormai consolidato processo di crescita della nostra Azienda, per come certificato dai numeri», questo il commento del direttore generale Achille Gentile.

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