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Marina di Gioiosa, sequestrato il patrimonio di Nicola Rocco Aquino

La Guardia di finanza ha eseguito il provvedimento emesso dal Tribunale su richiesta della Dda di Reggio. Sigilli a 24 fabbricati, 10 terreni e quote societarie di 6 imprese, per un valore di 6,5 m…

Pubblicato il: 28/06/2018 – 12:09
Marina di Gioiosa, sequestrato il patrimonio di Nicola Rocco Aquino

I militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Reggio Calabria e dello Scico di Roma, coordinati dalla Dda reggina, stanno eseguendo un provvedimento emesso dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale che dispone il sequestro del patrimonio riconducibile a Rocco Nicola Aquino 69enne originario di Marina di Gioiosa Jonica. Il sequestro riguarda 24 fabbricati, 10 terreni agricoli, nonché quote societarie e compendi aziendali relativi a 6 imprese commerciali, per un valore complessivo stimato di circa 6,5 milioni euro. Il provvedimento si fonda sulle risultanze delle indagini confluite nell’operazione “Crimine”, condotta dai carabinieri di Reggio nel 2010 con l’esecuzione di provvedimenti restrittivi personali nei confronti di 119 persone ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione mafiosa, tra cui lo stesso Aquino, considerato organico all’omonima cosca di ‘ndrangheta di Marina di Gioiosa Jonica.
Aquino all’epoca si era reso irreperibile ed era poi rimasto latitante per quasi 4 anni, fino alla revoca della misura disposta nei suoi confronti nel corso del giudizio di appello. Con sentenza di primo grado il gup di Reggio aveva dichiarato Aquino colpevole dei reati ascrittigli, escludendo però le aggravanti mafiose, e condannandolo a anni 12 di reclusione. Successivamente, la Corte di Appello ha assolto il 69enne «per non aver commesso il fatto».
Quindi la Dda ha delegato al Gico del Nucleo di polizia economico finanziaria di Reggio Calabria ed allo Scico un’apposita indagine a carattere patrimoniale volta all’individuazione – ai fini dell’applicazione di una misura di prevenzione – del patrimonio riconducibile ad Aquino. In tale ambito i finanzieri hanno individuato «le condotte delittuose dallo stesso poste in essere, le frequentazioni, i legami parentali, i precedenti giudiziari e gli altri elementi ritenuti fondamentali per la formulazione, ai sensi della normativa antimafia, da parte della competente A.G., del prescritto giudizio prognostico sulla pericolosità sociale». Alla luce di queste risultanze, il Tribunale ha ritenuto «sussistente – richiamando il principio dell’“autonoma valutazione” del materiale probatorio – la pericolosità sociale del proposto “qualificata” dalla riferibilità ad un’associazione per delinquere di stampo ‘ndranghetista». Le conseguenti indagini patrimoniali della fiamme gialle hanno consentito l’individuazione dei patrimoni il cui valore è stato ritenuto «decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale dichiarata ai fini delle imposte sui redditi, nonché le fonti illecite dalle quali il proposto aveva tratto le risorse per la loro acquisizione».
Il provvedimento di sequestro riguarda fabbricatie terreni situati a Marina di Gioiosa Ionica, Roccella Ionica, Riace e Stignano. Sigilli anche a quote sociali e compendi aziendali relativi a sei imprese: le ditte individuali “Aquino Salvatore” e “Aquino Francesco”, la “Gioielleria Aquino di Aquino Maria”, la “Regina s.a.s. di Aquino Vincenzo di Francesco Aquino & c.” ed unità locale “Bar Il Brutto Anatroccolo”, quote pari al 33,33% del capitale sociale della “Isca Dream S.r.l. Immobiliare”, quote pari al 20 % del capitale sociale della “V.B.D. Immobiliare S.r.l.”.

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