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Branda: «I dispositivi tecnologici necessitano di nuove figure professionali»

Il direttore di Ance e Confindustria Cosenza al dibattito sulle innovazioni nel settore edile: «Necessaria tanta formazione»

Pubblicato il: 25/11/2019 – 16:45
Branda: «I dispositivi tecnologici necessitano di nuove figure professionali»

COSENZA L’innovazione dei dispositivi tecnologici e l’introduzione di nuovi materiali hanno reso maturo il passaggio a nuove modalità costruttive. La sfida che il mondo dell’edilizia ha di fronte è quella di innalzare la qualità progettuale e costruttiva, per garantire efficienza e durabilità. Il confronto tra progettisti, costruttori ed aziende produttrici di materiali e sistemi diventa, quindi, strategico e la tecnologia Bim (Building information modeling), è il metodo che favorirà questa progettazione collaborativa.
Se ne è discusso in Confindustria Cosenza al seminario “Il Bim nell’impresa di costruzioni” organizzato da Ance Cosenza con Ance, Fondirigenti e Sistemi Formativi Confindustria.
«L’innovazione – ha dichiarato Rosario Branda, direttore di Ance e Confindustria Cosenza nell’introdurre i lavori – richiede la formazione di nuove figure professionali altamente specializzate, anche in edilizia. Pensiamo ai piloti di droni, veicoli ampiamente utilizzati per ispezionare i siti o per avere una conoscenza dettagliata di una struttura o di una facciata. Pensiamo ai piloti di robot, usati per automatizzare attività pericolose o altamente ripetitive: dalla costruzione di murature in mattoni ed armature per cemento armato, alle indagini sul sito, al trattamento di sostanze pericolose. C’è bisogno, quindi, di tanta formazione per lo sviluppo continuo del settore».
«Una costruzione rappresenta, oggi, un ciclo di vita articolato che è oggetto di attività fatta di problematiche sempre nuove che necessitano di soluzioni articolate. La gestione di questi processi – ha aggiunto il presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Cosenza e Consigliere di Ance Cosenza Roberto Rugna, nel portare i saluti del presidente Giovan Battista Perciaccante – non può essere lasciata al caso. Coordinare le molteplici attività connesse lungo un arco di tempo spesso non breve, pone, tra gli altri, il problema della condivisione, archiviazione e restituzione di moltissimi dati. La chiave del Bim consiste proprio nella connessione fra tutte le attività che compongono il processo edilizio. Si tratta di una tecnologia che richiede investimenti importanti, ma sulla sua efficacia non ci devono essere dubbi, se si pensa ai tempi contrattuali da rispettare, al budget di commessa da mantenere, alla necessità di avere un cantiere sempre sotto controllo, fino alla coerenza del quadro economico e del giusto profitto per l’impresa».
Gli esperti Antonio Salzano e Claudio Mirarchi, referente “Sportello Bim” Assimpredil Ance, hanno relazionato sull’impatto del Bim e della digitalizzazione in una impresa edile, mettendo a confronto la soluzione tradizionale con quella adottata dopo la revisione dei processi aziendali in ottica Bim.

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