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Sanità, furia Belcastro: «Commissari assenti al vertice sul Coronavirus»

In una riunione sulle guardie mediche del Catanzarese il dg regionale si sfoga contro il management di Asp e Ao di nomina governativa, colpevoli di aver “snobbato” una riunione sull’emergenza. «Non…

Pubblicato il: 28/02/2020 – 17:11
Sanità, furia Belcastro: «Commissari assenti al vertice sul Coronavirus»

di Antonio Cantisani
CATANZARO Sul Coronavirus «ieri ho convocato tutti i commissari e tutte le commissioni prefettizie delle nove aziende sanitarie e ospedaliere calabresi: non si è presentato nessuno». La Sala Oro della Cittadella, teatro di una riunione sul paventato taglio di numerose guardie mediche nel Catanzaro, viene attraversata da un brivido quando il dg del Dipartimento regionale Tutela della Salute si produce in uno sfogo che è anche un grido di dolore e un grido d’allarme, sintomatico della permanente emergenza che schiaccia la sanità calabrese. È un fiume in piena, Belcastro, che, al tavolo con il commissario ad acta del settore calabrese Saverio Cotticelli e con il commissario prefettizio dell’Asp di Catanzaro, Salvatore Gullì, con il suo intervento mette in luce l’incomunicabilità tra la Regione e il management delle Asp e delle Ao, di nomina governativa come da “Decreto Calabria”, il vero convitato di pietra e “imputato” eccellente di tutta la situazione. Il dg del Dipartimento regionale parte dalla vicenda delle guardie mediche per ampliare il suo sguardo, nel corso di una riflessione lunga una decina di minuti e con accenti spesso molto alti, quelli che alimentano uno scontro verbale con Gullì: alla fine, grazie alla mediazione di Cotticelli, sarà stretta di mano, ma il quadro delineato da Belcastro resta (drammaticamente) attuale.
LA PRESSIONE PER IL CORONAVIRUS «Le proposte non sono esecutive, ognuno deve saper fare il proprio mestiere, io non saprei fare il commissario prefettizio, mi sforzo insieme a tutti e nella massima condivisione di cercare di mandare avanti quel poco di sanità che riusciamo a fare», esordisce Belcastro. Che aggiunge: «Che il sistema sanitario calabrese non funzioni al meglio è persino inutile dirlo, che va riorganizzato lo sappiamo, ma non va riorganizzato con tagli lineari o applicando parametri, codici, standard. Quando condividiamo percorsi con le istituzioni, suppliamo a mancanze, anche mie, e a una carenza di una rete istituzionale grazie alla rete di rapporti personali che abbiamo. Se non c’è un caso di Coronavirus (nel pomeriggio la presidente della Regione Jole Santelli comunicherà l’esistenza di un caso sospetto a Cetraro, ndr) – spiega Belcastro – non è dovuto a me, ma anche alla collaborazione che abbiamo avuto da tutti. Siamo stati la prima Regione, sapendolo perché dobbiamo fare uno sforzo maggiore rispetto alle altre, a istituire il numero verde, perché l’1500 non rispondeva più e Malattie infettive non poteva più rispondere al telefono, anche io rispondo al telefono perché abbiamo volontari che non vengono pagati in più. Noi abbiamo un sacco di persone in isolamento volontario. Ieri – ricorda poi il dg del Dipartimento Sanità – abbiamo fatto la prima ordinanza non in ritardo ma perché, dopo la discussione di tutte le Regioni con il governo, insieme abbiamo seguito lo schema tipo di ordinanza che il governo ha inviato alle Regioni distinguendo fra Regioni cluster e Regioni, come la nostra,m non cluster. Rispetto a queste cose – rileva Belcastro – non è prevista la guardia medica, e comunque avevo fatto una proposta non accolta dall’Asp, ma poiché siamo in una fase di emergenza e siamo in un territorio in cui non può venire meno nulla, chiediamo una moratoria di 90 giorni per la vicenda del 118 per un’indennità che è dovuta».
LA “LATITANZA” DEI COMMISSARI AZIENDALI Belcastro arriva quindi al “nocciolo” della questione: «Purtroppo, il Dipartimento in questo momento è in una posizione di debolezza. Ieri – rende noto – ho convocato tutti i commissari e tutte le commissioni prefettizie delle nove aziende sanitarie ed ospedaliere calabresi: non si è presentato nessuno. L’oggetto della convocazione era: condividere determinazioni in merito all’emergenza Coronavirus. Non è venuto né un commissario né un vice-commissario delle Asp e delle aziende ospedaliere. Per fortuna sono venuti i tecnici con i quali abbiamo concepito l’ordinanza che il presidente ha potuto firmare perché volevamo adeguarla al nostro territorio. volevamo capire il nostro territorio, volevamo capire come eravamo messi. Vi so dire quanti tamponi abbiamo fatto, per fortuna tutti negativi (questo sempre prima del caso sospetto emerso nel pomeriggio, la conferenza si è tenuta nella tarda mattinata), vi so dire quante mascherine, quanti kit abbiamo predisposto, stanno partendo le prime tende da triage campali che monteremo davanti ai 22 pronto soccorso calabresi. Però – sottolinea il dg regionale – dalle aziende sanitarie e ospedaliere non abbiamo la minima collaborazione perché sono tutti più bravi e decidono in autonomia, l’autonomia che la norma gli dà. Il Dipartimento convoca i commissari, ma i commissari il Dipartimento non se lo filano». Belcastro non si ferma più: «Siamo in un territorio in cui non possiamo permetterci di chiudere niente, soprattutto in questo momento. Io non dico che non dobbiamo risparmiare, io non dico che non ci sono sprechi, anzi ce ne sono. Ma vi hanno messo lì per arrestare tutti quelli che fanno sprechi e azioni delinquenziali. Questo dovete fare, non tagliare le guardie mediche, non ridurre i servizi, non chiudere il 118, questo dovere fare. Arrestateli. Hanno sciolto per mafia, allora ci sarà qualche delinquente, ma fatelo arrestare. È dall’’88 che l’Asp di Reggio è sciolta ma non è stato arrestato nessuno. Arrestateli, ma non chiudete servizi, e invece sta succedendo solo questo». Ultimo passaggio sul tema dell’incontro, le guardie mediche del Catanzarese, rispetto al quale Belcastro chiede «una moratoria, la commissione deve ritirare la proposta di riorganizzazione e diamoci un tempo per fare una riorganizzazione territoriale a 360 gradi che comprenda tutto. In questo momento nessuno può restare senza servizi». (redazione@corrierecal.it)

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