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«Una manovra inadeguata». I sindacati a Reggio per discutere di fisco, previdenza, Mezzogiorno

Biondo: «Pnrr potrebbe generare un paradosso». Logiacco: «Porto di Gioia Tauro risorsa per il Paese». Perrone: «Andremo avanti con le manifestazioni»

Pubblicato il: 30/11/2021 – 12:33
«Una manovra inadeguata». I sindacati a Reggio per discutere di fisco, previdenza, Mezzogiorno

REGGIO CALABRIA Un giudizio negativo è quello emerso nella serata di ieri, 29 novembre, al termine dell’incontro tra il governo (rappresentato dal ministro Daniele Franco) e sindacati sul Mef, con particolare attenzione alle misure fiscali contenute nella manovra di bilancio. Motivo in più, per i segretari delle tre principali sigle sindacali, per insistere sulla mobilitazione nei luoghi di lavoro con lo sciopero che continua a fare capolino all’orizzonte. «Non è previsto un ulteriore incontro e quindi noi faremo le nostre valutazioni» era stata la chiosa del segretario generale Uil, Pierpaolo Bombardieri al quale fa eco, dalla sala dell’Università per stranieri “Dante Alighieri” di Reggio Calabria il segretario regionale Santo Biondo che partecipa al tavolo congiunto con Cisl e Cgil per rilanciare il dibattito sulle problematiche intorno alla Manovra e ad un Pnrr che rischia di produrre l’effetto inverso di quello sperato, lasciando le regioni del Mezzogiorno ancor più in ritardo rispetto al resto del Paese.

Una Manovra inadeguata

«Non ricordo nessuna legge di bilancio in questi anni che non abbia incrociato le esigenze della nostra regione», dice Biondo, che rilancia l’iniziativa di Uil prevista per il prossimo 11 dicembre a Catanzaro. «Con la pandemia si stanno affermando una serie di diseguaglianze e noi vogliamo porre l’attenzione su tre temi principali: fisco, previdenza, Mezzogiorno».
Per il segretario Uil Calabria, che condivide il tavolo del dibattito odierno col segretario provinciale di Reggio, Nuccio Azzarà, sono queste le priorità: «Gli otto miliardi che il governo vuole mettere per alleggerire il cuneo fiscale devono essere assunti come sostegno ai lavoratori e alle fasce più deboli, non solo nella fascia reddituale tra i 40 e i 50mila euro come previsto attualmente. Tra le altre cose non sentiamo più parlare di contrasto all’evasione fiscale: 110 miliardi annui che si perdono per le entrate dello Stato e che sono a carico di lavoratori e pensionati che pagano le tasse».
Le richieste più impellenti sono sui temi previdenziali, con la richiesta di una riforma complessiva a medio e lungo termine. Sul Mezzogiorno, infine, «c’è forte preoccupazione che le risorse previste dal Pnrr possano non essere spese dalla nostra regione per le inefficienze e incapacità amministrative. Chiediamo al governo di sbloccare immediatamente le assunzioni che devono essere fatte dai comuni e dalla Regione».
Il paradosso che potrebbe verificarsi, conclude Biondo, sarebbe legato all’incapacità amministrativa degli Enti. Il Piano di investimenti europei «piuttosto che ridurre i divari col resto del Paese potrebbe finire per allargarli». Per la Cgil sono presenti al tavolo il segretario provinciale Gregorio Pititto e Celeste Logiacco per la Piana di Gioia Tauro. Anche il porto figura tra i punti principali del dibattito. «Nella Piana ci sono grandi potenzialità che devono essere sviluppate e sulle quali bisogna investire», dice Logiacco, che rinnova l’invito a cambiare una Manovra «assolutamente inadeguata» che non tiene in considerazione «le difficoltà avute da donne e giovani». Il porto di Gioia Tauro «non è soltanto una risorsa per il territorio regionale, ma per l’intero Paese».
«Per uscire da periodo che ha visto i soggetti più deboli pagare il prezzo più alto bisogna invertire la rotta investendo su agricoltura e turismo, oltre agli altri settori strategici della regione».
Le proposte, in tal senso, erano sul tavolo della trattativa ancor prima di giungere a una Manovra inaccettabile. Lo ricorda Rosy Perrone, segretario Cisl per la provincia di Reggio Calabria: «Abbiamo già un piano che stiamo presentando al governo per i vari settori. Non ci aiuta la “fumata nera” fuoriuscita dalla riunione di ieri sera. Ci stiamo impegnando sul tema delle pensioni, ma non basta. A breve avremo finalmente la legge sulla non autosufficienza e dobbiamo puntare sul valorizzare il più possibile le risorse del Pnrr». Per farlo è necessario arrivare al governo «attraverso tutte le manifestazioni che si renderanno necessarie» per «dare l’opportunità al sistema paese, attraverso un metodo concertativo, di avere sviluppo. Abbiamo necessità di un’istituzione che sia strutturata – soprattutto sul territorio metropolitano – con cui confrontarci per intercettare tutte le potenzialità finanziarie che ci saranno da oggi in poi per valorizzare le risorse e monitorare lo sviluppo futuro di questo territorio». (f.d.)

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