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‘Ndrangheta, due anni da “Rinascita”. Falvo: «Tocca ai giovani tagliare le radici della criminalità» – VIDEO

Il commento del procuratore di Vibo a “Libera”. «Bisogna essere costruttivi, tanto lavoro è stato fatto per cambiare il territorio»

Pubblicato il: 24/12/2021 – 11:39
di Giorgio Curcio
‘Ndrangheta, due anni da “Rinascita”. Falvo: «Tocca ai giovani tagliare le radici della criminalità» – VIDEO

VIBO VALENTIA A due anni dalla maxi operazione “Rinascita-Scott” che all’alba del 19 dicembre 2019 ha assestato un durissimo colpo alla ‘ndrangheta vibonese, è ancora tempo per rinnovare non solo il ricordo ma anche, e soprattutto, la speranza di un cambiamento concreto. Per queste ragioni il coordinamento provinciale di “Libera contro le mafie” ha organizzato proprio oggi una sorta di tour per ascoltare la voce di alcuni dei protagonisti di due anni fa e della manifestazione spontanea che ha portato a Vibo migliaia di persone pronte a dire «grazie» alle forze dell’ordine e alla magistrature per il grande lavoro portato a termine.

«Non dimentichiamoci com’era Vibo»

E tra loro c’è ovviamente Camillo Falvo, alla guida della Procura vibonese proprio da due anni. Ed è stato lui, oggi, a ricordare il valore di quell’operazione e di quello che ne è scaturito: «Non si poteva pensare di cambiare le cose da un momento all’altro e che subito dopo “Rinascita” Vibo potesse diventare una realtà diversa – ha subito sottolineato Camillo Falvo – ma non dobbiamo però dimenticarci cosa era la città fino a quel momento, completamente in mano alla ‘ndrangheta. L’operazione è stata però un messaggio di speranza, un segnale che anche lo Stato potesse agire così duramente».

«La ‘ndrangheta è soprattutto un problema culturale»

«Non tutte le promesse sono state mantenute» ha ricordato il procuratore e il riferimento è ai tanti episodi di cronaca registrati, soprattutto, negli ultimi due mesi. «Tanto è stato fatto e lo testimoniano le tante manifestazioni, con i giovani i primi a dare un segnale di cambiamento. Ci aspettavamo episodi criminali ma siamo subito riusciti ad individuare i responsabili». Poi dal procuratore, un messaggio ai tanti “disfattisti” da social: «Quello che mi da più fastidio sono i commenti sui social del tipo “tanto non cambia mai nulla” o “Vibo resterà sempre così”. Non è assolutamente vero, Vibo è un’altra realtà rispetto a qualche anno fa, e poi dobbiamo cercare anche di guardare al bello e alle tante potenzialità del territorio. È innanzitutto un problema culturale e sociale che non potrà essere risolto solo con le operazioni, gli arresti e le misure cautelari ma è necessario un cambiamento alla radice. La Dda di Catanzaro ha continuato con il duro lavoro, basti pensare alle operazioni Imponimento e Petrolmafie, la mia Procura sta collaborando. Noi la malapianta siamo riusciti a tagliarla dal basso però rimangano le radici e quella la devono tagliare i cittadini, i giovani. E noi siamo fiduciosi».

«Bisogna essere costruttivi»

«Sono ovviamente contento e grato di questi riconoscimenti che ho ricevuto in questi mesi – ha concluso il procuratore Falvo – mi gratifica tantissimo e mi spinge a fare di più ma non è solo merito mio. Raccolgo i frutti di chi lavora con me negli uffici, le forze dell’ordine. Tutto questo mi fa ben sperare per il futuro e mi fa pensare che se i modelli a cui la gente si ispira sono positivi e rappresenta come me la legalità sul territorio, allora le cose stanno cambiando realmente. Bisogna essere costruttivi e isolare chi dice che le cose resteranno così».  (redazione@corrierecal.it)

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