Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 19:44
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

il caso

Bimba morta di Covid, Scarpelli: «Solo un altro caso simile al suo in due anni in Italia»

Oggi i funerali di Ginevra a Mesoraca. Il primario dell’Annunziata: «La terapia intensiva pediatrica c’è ma bisogna riorganizzare la rete»

Pubblicato il: 02/02/2022 – 9:36
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Bimba morta di Covid, Scarpelli: «Solo un altro caso simile al suo in due anni in Italia»

MESORACA Il funerale della piccola Ginevra si terrà alle 15 nel centro del Crotonese, dove solo ieri il sindaco, Annibale Parise, aveva proclamato il lutto cittadino. Ginevra aveva solo due anni, era stata ricoverata all’ospedale di Crotone dove era risultata positiva al Covid e poi era stata trasferita al reparto di Rianimazione del “Pugliese-Ciaccio “di Catanzaro. Quando le condizioni della piccola hanno continuato a peggiorare è partita la corsa disperata per il trasferimento al Bambin Gesù di Roma con un aereo militare, sforzi che purtroppo non sono valsi a salvarle la vita. «La comunità è sconvolta – ha detto il sindaco durante un’intervista al Tgr – non è facile accettare quello che è successo ad una bimba così piccola». Il caso di Ginevra ha posto una serie di domande e dubbi sull’adeguatezza della rete ospedaliera pediatrica in Calabria, accendendo un dibattito nel quale è intervenuto anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto, affermando che «presto costruiremo un’unità complessa di terapia intensiva pediatrica a Catanzaro». A fare il punto al Tgr sui servizi realmente presenti e disponibili in Calabria per l’assistenza dei più piccoli è Gianfranco Scarpelli, primario del reparto Materno-Infantile e dell’Uoc Neonatologia e Tin dell’Annunziata di Cosenza: «Si è alzato un polverone dopo la morte della bimba di Mesoraca che da un lato ha creato confusione, e dall’altro ha alimentato le paure dei genitori di altri pazienti in età infantile ricoverati all’Annunziata. La terapia intensiva pediatrica, con decreto del 2017, in Calabria esiste – ha spiegato il primario – ci sono sei posti letto a Cosenza. Solo sei mesi fa – ha ricordato Scarpelli – all’Annunziata abbiamo stabilizzato una bambina, trasferita a Roma solo nel momento in cui le sue condizioni hanno richiesto il supporto dell’Ecmo». Scarpelli chiarisce che l’ecmo è un apparecchio che offre un supporto vitale molto sofisticato e che in tutta Italia si trova in pochissimi presidi, «ad esempio in tutto il Sud l’unico riferimento è il Bambin Gesù di Roma – ha detto – per gli adulti invece l’ecmo si trova a Catanzaro, Bari e Palermo, dove c’è un reparto di cardiochirurgia». Per il primario dell’Annunziata, dunque, bisogna sottolineare che il caso di Ginevra è stato un caso molto raro: «La piccola ha sviluppato una forma molto grave senza presentare prima dei sintomi d’allarme, i colleghi di Catanzaro mi hanno riferito che aveva un polmone compromesso, e che c’era un importante interessamento anche a livello cerebrale – ha dichiarato – in due anni di pandemia in Italia c’era stato soltanto un altro caso simile: una bimba di Perugia che come Ginevra non ce l’ha fatta a sopravvivere». «La cosa più urgente – conclude Scarpelli – è la riorganizzazione di emergenza urgenza e della rete ospedaliera, una riorganizzazione che per il primario deve chiarire i destini di ogni singolo ospedale e usare al meglio le risorse. Se si emanano dei bandi bisogna fare in modo che i presidi ospedalieri siano attrattivi ed evitare che gli avvisi pubblici finiscano nel nulla senza che nessuno accetti il posto, come sta succedendo in Calabria».

Argomenti
Categorie collegate

x

x