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Molestie al liceo, i messaggi del prof. «Ti ho pensato, eri bellissima ieri». In istituto arrivano gli ispettori

Testimonianze e chat nella puntata de “Le Iene”. La studentessa: «Non le mostrai perché scoraggiata dall’atteggiamento della preside»

Pubblicato il: 10/02/2022 – 9:06
Molestie al liceo, i messaggi del prof. «Ti ho pensato, eri bellissima ieri». In istituto arrivano gli ispettori

COSENZA Dal «professore porcone» nella citazione di Enrico Mentana agli «insabbiamenti della preside», il caso delle presunte molestie al liceo “Valentini-Majorana” di Castrolibero viene raccontato anche da Le Iene su Italia 1. L’inviata incontra le ragazze che hanno denunciato e la stessa preside, ma oltre alle testimonianze racconta anche la solidarietà della scuola tramutata in protesta ed occupazione che va avanti da circa una settimana. Mentre questa mattina sono arrivati nell’istituto i tre ispettori inviati dal ministero dell’Istruzione per analizzare il caso, ormai deflagrato su scala nazionale.

«Mi faceva sempre battutine a sfondo sessuale»

La prima ragazza ascoltata è Emma, nome di fantasia per tutelare l’identità della presunta vittima, che aveva solo 14 anni all’epoca dei fatti. «In classe faceva sempre battutine esplicite, a sfondo sessuale». Poi, l’ultimo giorno di scuola, «prende il suo telefono, lo sblocca e mi chiede di fare una foto al seno in cambio della sufficienza». Il racconto, riportato anche nell’intervista del Corriere della Calabria, ha in poco tempo fatto il giro del Paese. Ma vi è di più, come raccontano i compagni di classe di Emma: «Era palese che era distrutta», dicono. Finché anche Sara, altro nome di fantasia, racconta di aver subito le stesse cose. «In classe mi toccava il seno, la schiena, il sedere», come confermano i compagni che assistevano alle scene anche «durante il compito in classe».
L’ultimo giorno di scuola, il 9 giugno 2018, le ragazze decidono dalla preside. «Inizialmente è rimasta sulle sue» cercando di minimizzare. A quel punto Emma racconta tutto ai famigliari, ma la preside consiglia di non fare denunce, che avrebbe agito in prima persona per risolvere la questione licenziando o allontanando il professore dall’istituto. Ma anche alle telecamere le delle Iene la preside Iolanda Maletta rimarca come la scuola non fosse a conoscenza di nulla «né abbiamo denunce. Non so cosa sia accaduto».

I messaggi inviati a un’alunna. “Sei vicina alla sufficienza, mandami quella foto”

In seguito però il professore manca da scuola per circa 3-4 mesi. Un collega, sentito dall’inviata, sostiene che non c’era stata nessuna sospensione. Nel frattempo una delle ragazze decide di cambiare scuola mentre il professore torna ad insegnare in una classe diversa. E un’altra ragazza, Gaia, altro nome di fantasia, nell’anno 2020-2021 sostiene di aver subito un trattamento simile: «Eravamo rimasti in classe da soli, lui mi ha avvicinata al termosifone e mi ha praticamente toccata. Mi ha chiesto se volessi fare due botte con lui». Ma in questo caso c’è qualcosa di più. A Le Iene la ragazza avrebbe mostrato alcuni messaggi che ritraggono nero su bianco le fantasie del professore. “Ciao polpettina”. “Ti ho pensato, ieri eri bellissima. Vogliamo fare una videochiamata?”, alcuni dei messaggi. “Mi fai pensare a cose a cui non dovrei pensare”. “Sto aggiornando i tuoi voti, sei quasi vicina alla sufficienza, mandami quelle foto che ti ho chiesto”.

La preside nega di essere a conoscenza dei fatti

A quel punto Le Iene provano a contattare il diretto interessato, che riattacca subito. Dall’altro lato la preside continuava a dire alle ragazze che senza prove non avrebbe potuto credere al racconto. Prove come potrebbero essere i messaggi mostrati da Gaia «sfiduciata nel mostrarli dall’atteggiamento della preside». «Quel giorno è stato brutto – dice la ragazza – ho detto non mi interessa, prove non ne ho». Anche lei lascia la scuola.

“Call Out Valentini-Majorana”

La svolta dell’ultimo periodo è rappresentata da una studentessa ora all’Università che crea la pagina Instagram “Call Out Valentini-Majorana” «per denunciare pubblicamente una scuola dove avvenivano costanti molestie». Compaiono le testimonianze delle ragazze. Inizia l’occupazione della scuola come gesto di solidarietà.
«Ci sono gli inquirenti ai quali ho consegnato tutto quello che è in nostro possesso», dice la preside, che continua ad affermare come nessuna ragazza si fosse rivolta a lei in passato. «Non c’è stato nessun incontro». Ma ci sono delle mail che dimostrerebbero come la preside avesse saputo dei presunti abusi già nel 2018. Come quella mandata dal fratello di Emma dove accenna a “un altro incontro” che viene fissato per il giorno 28 giugno 2018. «Siamo andati io e mia madre alla presenza della dirigente e del prof in questione, che ha negato tutto». In seguito viene richiesto alla dirigente se la promessa di allontanare il professore fosse stata mantenuta. “La promessa è stata mantenuta e si è andati anche oltre”, la risposta del capo dell’istituto. «Ho già dato tutto agli inquirenti, sono tenuta al segreto d’ufficio», rimarca Maletta. «Ho fatto quello che era nelle mie competenze fare», ma di fatto il professore è rimasto ad insegnare fino a qualche giorno fa. (redazione@corrierecal.it)

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