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Rischia di invadere le competenze del commissario, la riforma Laghi non fa passi avanti in terza Commissione

Rinviato l’esame del testo che prevede il riordino del servizio con la creazione di 11 Asl. Dubbi sulla sua compatibilità con l’attuale sistema

Pubblicato il: 25/03/2022 – 10:39
Rischia di invadere le competenze del commissario, la riforma Laghi non fa passi avanti in terza Commissione

REGGIO CALABRIA Possibili interferenze con le prerogative del commissario della sanità calabrese: non fa passi in avanti la proposta di riorganizzazione del sistema sanitario presentata dal capogruppo di DeMa in Consiglio regionale, Ferdinando Laghi. Il testo, contenuto in una Pdl, resta “sospeso” in terza Commissione del Consiglio regionale dopo la seduta di ieri, conclusa con il rinvio della sua trattazione.

Cosa prevede la proposta di legge

La proposta di legge di Laghi, che parte dall’assunto del sostanziale fallimento dell’assetto del servizio sanitario regionale avvenuto con la famosa/famigerata riforma nottura nel 2007, tende – si legge nella reiezione illustrativa – «ad armonizzare l’articolazione delle aziende sanitarie territoriali del Ssr della Calabria, rendendo le stesse quanto più rispondenti ed omogenee ai fabbisogni di salute delle comunità locali». Nel dettaglio, il testo è finalizzato alla creazione di 11 Aziende sanitarie locali «concepite sulla base dell’omogeneità oro-geografica, diagnostico- terapeutica, epidemiologica, d’integrazione e di coordinamento» (4 nella Provincia di Cosenza, individuate, rispettivamente, nell’area tirrenica, nell’area jonica, nell’area Esaro-Pollino, nell’area metropolitana di Cosenza; 3 nella Provincia di Reggio Calabria, individuate, rispettivamente, nell’Area Grecanica, nell’area della Costa Viola, nell’area metropolitana di Reggio Calabria; 2 nella Provincia di Catanzaro, individuate, rispettivamente, nell’area di Catanzaro e Comuni ricompresi e nell’area del Lametino; 1 nell’area di Crotone e Provincia; 1 nell’area di Vibo Valentia e Provincia). Inoltre si dispone che «le Aziende ospedaliere sono articolate in una Zona Nord, facente capo all’Azienda Ospedaliera, con sede in Cosenza, coincidente con l’ambito territoriale della Provincia di Cosenza; in una Zona Centro, facente capo all’Azienda ospedaliera universitaria “Renato Dulbecco”, con sede in Catanzaro, coincidente con gli ambiti territoriali delle Province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia; in una Zona Sud, facente capo all’Azienda ospedaliera – Grande Ospedale Metropolitano (Gom), coincidente con l’ambito territoriale della Provincia di Reggio Calabria». La riforma Laghi inoltre intende dare ai sindaci maggiore centralità in materia sanitaria. Non è un testo a invarianza finanziaria, nel senso che si prevede una spesa di 850mila euro opre il 2022e in oltre 1,1 milioni nei due anni successivi.

Il dibattito in Commissione

In sede di esame in terza Commissione del Consiglio regionale fin da subito si capisce l’aria che tira a leggere il resoconto della seduta. In premessa, il presidente della Commissione Michele Comito, di Forza Italia, ricorda che la sanità calabrese è sottoposta a piano di rientro e a commissariamento e ritiene che la riforma Laghi possa invadere le sfere di competenza del commissario. Laghi replica osservando che analoghe perplessità erano state sollevate rispetto all’istituzione di “Azienda Zero”, fortemente caldeggiata dal governatore e commissario Roberto Occhiuto, senza che questo impedisse di esaminare la questione: il capogruppo di DeMa inoltre insiste sulla bontà della sua proposta perché – spiega – «la sanità dovrebbe essere collegata con i territori, in prossimità, per un miglior funzionamento di tutto il sistema», auspicando che «la proposta di legge sia valutata in termini di utilità per i cittadini calabresi e senza pregiudizi nei confronti della mia appartenenza politica». Amalia Bruni, capogruppo del Misto e leader dell’opposizione di centrosinistra, apprezza i contenuti della proposta di legge ma ritiene «necessario – riporta il resoconto di seduta – che il presidente della Giunta regionale, in qualità di commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dal debito sanitario, si faccia carico di tale discussione, rivalutando le possibili soluzioni» e suggerisce suggerisce l’avvio di un confronto comune di cui la Commissione stessa potrebbe farsi portavoce». A sua volta, il capogruppo di Fratelli d’Italia Giuseppe Neri invita a «riflettere sull’effettiva competenza della commissione rispetto a un intervento normativo che, scontrandosi con i poteri in capo al commissario ad acta, sarà sicuramente soggetto all’impugnativa governativa», e, pur apprezzando la proposta di legge in discussione, «invita a «valutare la possibilità di sottoporla al presidente Occhiuto che, nella sua veste di commissario, potrebbe trarre utili spunti per la sua attività di riqualificazione della sanità calabrese». Riprende la parola Comito, che reputa opportuno un approfondimento della proposta di legge in senso al dipartimento Salute e propone a Laghi di «valutare il ritiro del testo per trasformarlo in un documento da trasmettere al commissario». Approdo che a Laghi non piace, e infatti il capogruppo di DeMa conferma che non ritirerà la sua proposta di riforma considerato che – ancora dal resoconto di seduta – «non ravvisa in essa sostanziali diversità con la legge che ha previsto l’istituzione dell’Azienda Calabria Zero». La conclusione è che la discussione e la trattazione della ldl viene rinviata alla prossima seduta della Commissione. (c.a.)

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