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La storia

Muore a 37 anni e lascia un libro al figlio per ogni compleanno

La scelta della maestra di Firenze quando ha capito che non sarebbe più guarita. Il marito: «Crescerà nel suo ricordo»

Pubblicato il: 07/07/2022 – 12:47
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Muore a 37 anni e lascia un libro al figlio per ogni compleanno

FIRENZE Una storia drammatica e struggente. Una mamma di Firenze quando ha compreso che il tumore avrebbe vito ha deciso di lasciare a suo figlio Tommaso di circa 3 anni, un libro per suoi futuri compleanni. A raccontare la storia di Laura Lonzi, maestra elementare morta a 37enni per un carcinoma, il marito Antonio Salerno. «Nostro figlio crescerà nel ricordo di sua madre anche se non ha ancora compiuto tre anni».
«Abbiamo scoperto il carcinoma a settembre – racconta Antonio a La Repubblica ripercorrendo gli otto mesi più difficili della sua vita -. A ottobre l’operazione e poi le chemio. Abbiamo visto medici in tutta Italia. Siamo andati fino in Germania per provare una nuova cura e inviato gli esami diagnostici anche negli Stati Uniti».
«Ad aprile – aggiunge – Laura aveva capito che non c’era più nulla da fare da prima che lo dicessero i medici. Ha iniziato a scrivere lettere per noi, per non lasciarci soli. Faceva finta di passeggiare, arrivava fino all’ulivo e sotto l’albero, poi ho scoperto, girava i video per me e Tommaso, per quando non ci sarebbe stata più. Ha scritto una lettera per quando nostro figlio andrà in prima media e per accompagnarlo nei giorni importanti della vita».
I doni preparati da Laura per il figlio assieme ai libri e alle lettere sono stati consegnati alla sua migliore amica Eleonora. Sarà lei poi a donarli a Tommaso allo scandire dei suoi compleanni:
Al funerale è stata letta anche una sua lettera di commiato della sfortunata maestra e mamma: «Sono felice della vita che ho vissuto, mi sono divertita tanto. Ricordatevi di colmare i vuoti di Tommaso con magiche parole d’amore». Poi una richiesta, l’ultima, fatta espressamente al marito con una promessa «sorridi tutti i giorni per nostro figlio».
«Un paio di giorni fa – ricorda Antonio – Tommaso piangeva disperato, voleva la sua mamma. Gli ho spiegato che adesso è diventata una stella. L’altra notte all’una e mezza è venuto a svegliarmi, mi ha portato in giardino per guardare le stelle». (rds)

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