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A Cernobbio il confronto tra leader. Meloni: «Pnrr si può cambiare»

Tutti in presenza, con la sola eccezione di Giuseppe Conte che interviene in videocollegamento da Napoli

Pubblicato il: 04/09/2022 – 13:54
A Cernobbio il confronto tra leader. Meloni: «Pnrr si può cambiare»

CERNOBBIO E’ iniziato al Forum Ambrosetti il confronto fra i principali leader dei partiti italiani. Tutti in presenza a Cernobbio, con la sola eccezione di Giuseppe Conte che interviene in videocollegamento da Napoli. Gli interventi sono in rigoroso ordine alfabetico, con dieci minuti a testa e poi le domande.

Calenda

«Non ho problemi a candidarmi alla guida del Paese, ma Draghi è più bravo. Non è una competizione, dobbiamo cercare di tenercelo!». Così il leader di Azione Carlo Calenda. Far tornare Draghi «può succedere se prendiamo molti voti – ha concluso – se fossi in lui starei già su una navetta per Marte. Ma che sia lui o meno non si può perdere il modo in cui si è lavorato».   

Conte

«Il modello del superbonus è da privilegiare. E secondo me il modello della libera circolazione dei crediti di imposta non solo ci consente una grande riduzione di Co2 ma anche un meccanismo per generare quella massiccia liquidità a favore di investimenti ad alto moltiplicatore». Così il leader del M5s, Giuseppe Conte. «Dobbiamo ridurre il 110 a una misura più bassa per incentivare più efficacemente il controllo dei prezzi – ha concluso – ma non c’è stato un aumento dei costi delle costruzioni rispetto agli altri Paesi europei». 

Letta

«Dobbiamo evitare la recessione a tutti i costi – ha detto il segretario del Pd Enrico Letta- attraverso il tema energetico, le tasse sul lavoro e il Pnrr». «Confermiamo qui le nostre alleanze nazionali – ha aggiunto – siamo quelli per l’Europa, non dobbiamo discutere con l’Europa perché noi siamo l’Europa». «Siamo lineari e affidabili – ha aggiunto – sempre per il progresso del nostro Paese».    

Meloni

«Non può essere un’eresia dire che il Pnrr non può essere perfezionato: è previsto nella norma»: Giorgia Meloni, presidente di Fdi, lo ha sottolineato nel suo discorso al Forum Ambrosetti dove ha parlato in modo particolare di politica internazionale e di economia. Sull’energia lo scorporo fra gas ed energie da fonti rinnovabili «si può fare a livello nazionale» ha aggiunto calcolando che dovrebbe avere un costo di 3 o 4 miliardi. «Io non sarei per lo scostamento di bilancio – ha aggiunto – penso abbiamo altre risorse».

Salvini

Il leader della Lega, Matteo Salvini, propone di spostare a Milano il ministero dell’Innovazione. «Propongo che il ministero per l’intelligenza artificiale, dell’innovazione e della digitalizzazione sia a Milano, dove ci sono i brevetti», ha detto al Forum Ambrosetti di Cernobbio. «Il bello dell’autonomia – ha aggiunto – è valorizzare i territori».

Il forum Ambrosetti

Il tradizionale workshop, che riunisce il gotha della finanza e della politica, in passato è servito ai governi come termometro del consenso del mondo economico-imprenditoriale su riforme e indirizzi strategici. Oggi è un inedito esame pre-elettorale per chi si candida a guidare l’Italia dopo il 25 settembre.
Dieci anni fa in questi giorni al Forum si celebrava Mario Draghi per il ‘bazooka’ anti-spread della Bce, in passato questa platea non ha risparmiato critiche e reazioni fredde ai leader, e in genere ha sempre mostrato di temere l’instabilità politica.
L’appuntamento sul Lago di Como è stato spesso un severo esame per misure e riforme, come i condoni o l’Articolo 18, ma anche per temi attuali da decenni, come pensioni e Alitalia, sul tavolo anche in questa campagna elettorale. Nel 2013 un sondaggio fra i partecipanti bocciò la decisione del governo Letta di rimuovere l’Imu, tre anni più tardi fu calorosa l’accoglienza per l’allora premier Matteo Renzi, che fece anche il pieno di giudizi positivi sul referendum istituzionale, poi però bocciato alle urne. Il 2017 al Forum Ambrosetti sfilavano (senza mai farsi fotografare assieme) da aspiranti premier Salvini e Luigi Di Maio, che si sarebbero trovati mesi dopo assieme al governo, da vice di Conte.
Lo scorso anno il leader leghista era invece fianco a fianco con Meloni, “promessi sposi” che non esitavano a parlare di “prove tecniche di governo”, allontanando le voci di tensioni. Ora, sondaggi alla mano, potrebbero parlare di prove generali, ma nella partita interna al centrodestra per Palazzo Chigi qualche nervosismo ancora resiste. 

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