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Statale 106, Rapani rilancia allo “spoiler” di Stasi: «Serve subito deroga al Dibattito pubblico»

Il senatore sfida il sindaco a convocare il Consiglio entro il 28 febbraio e a dare l’ok alla proposta di progetto sottoscritta il 23 gennaio

Pubblicato il: 07/02/2023 – 17:04
di Marco Lefosse
Statale 106, Rapani rilancia allo “spoiler” di Stasi: «Serve subito deroga al Dibattito pubblico»

CORIGLIANO ROSSANO C’è ancora un treno, inaspettato, che Corigliano-Rossano può prendere al volo per tentare di realizzare quello che fino ad un paio d’anni fa era impossibile: l’ammodernamento della statale 106. 
Certo non è un treno velocissimo come quello che era venuto a prospettare il governo a Rossano il 21 aprile 2021; si tratta di dare ufficialmente un ok alla proposta di tracciato della Sibari-Corigliano-Rossano, così da mettere il Ministero delle Infrastrutture di dettare le priorità, è sicuramente un’opportunità ghiotta. Quantomeno per non derubricare – nuovamente – questa opera essenziale e strategica per la Calabria del nord est nel libro delle “cose perse”.
I tempi sono stretti, «contingentati» come ha ricordato stamani il senatore di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani in una conferenza stampa appositamente convocata per comunicare delle novità a riguardo della Ss 106 e per lanciare un ultimatum (l’ennesimo) all’esecutivo Stasi.
Proprio il primo cittadino ieri sera aveva un po’ spoilerato i contenuti dati poi oggi in pasto alla stampa dal parlamentare della Meloni, annunciando un accordo sul tracciato della Sibari-Co-Ro (ne abbiamo parlato qui). Non solo l’accordo sulla tratta che «il sindaco ha sottoscritto con Anas – ha rivelato Rapani – lo scorso 23 gennaio» ma anche un impegno imminente: la deroga al dibattito pubblico. «Un passaggio essenziale – ha ricordato il senatore di FdI – affinché si possa arrivare alla fine di aprile con una proposta progettuale ben definita e finanziabile».
Rapani nel suo incontro con la stampa, accompagnato dai due dirigenti locali del partito, da un lato Gioacchino Campolo e dall’altro Emanuele Sapia, porta con sè il tomo della Legge di Bilancio approvata a fine anno scorso. E con orgoglio sventola l’art.88 della finanziaria, quello che per la prima volta parla esplicitamente di Statale 106 Jonica e del suo ammodernamento. In quelle dieci righe è racchiuso tutto. Ci sono i tre miliardi stanziati in 15 anni ma c’è anche un passaggio determinante che Rapani legge, scandisce e poi traduce dal lessico politichese: «Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti… da adottarsi entro il 30 aprile 2023, sono individuate le tratte – lotti funzionali – da finanziare con le risorse di cui al comma 1 (i famosi 3 miliardi, nrd), le modalità di erogazione e i casi di revoca delle stesse, previa presentazione da parte del Commissario straordinario al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, entro il 28 febbraio 2023, di un quadro completo e aggiornato, riscontrabile sui sistemi informativi della Ragioneria generale dello Stato, dei lotti in corso di realizzazione e da realizzare, con indicazione, per ciascun lotto, dei relativi costi, dello stato progettuale o realizzativo e delle risorse già disponibili, nonché del cronoprogramma procedurale e finanziario…» Che tradotto significa: «Entro il 28 febbraio – è sempre Rapani a dirlo e lanciare l’ultimatum a Stasi – è necessario che tutta la documentazione sia in mano al Ministero delle Infrastrutture che entro il 30 aprile deciderà quale tratta realizzare (e quale accantonare, Rapani non lo dice ma è così)». «E in questa documentazione – aggiunge il senatore di FdI – deve esserci anche la delibera di deroga al dibattito pubblico, senza la quale l’iter progettuale ritornerà alla fase iniziale, quindi al piano di fattibilità tecnico-economico».
Cosa significa tutto questo? Per capirci meglio e per capire dove eravamo un anno fa e cosa si prospetta in futuro per la Sibari-Corigliano-Rossano ci viene in aiuto la grafica riportata di seguito.
Ad aprile 2021, se si fosse andati coordinati secondo le indicazioni dettate dall’allora presidente Jole Santelli, recepite dal Governo e quindi dal Commissario straordinario Simonini e da Anas, e se non ci fossimo persi in chiacchiere e nel negativismo assoluto, eravamo allo Step 2 (quello del progetto definitivo) ed il progetto sarebbe transitato subito dopo al parere del Consiglio superiore dei Lavori pubblici e avrebbe seguito il suo iter.
Oggi quel treno non c’è più. Si potrebbe ripartire, però, dallo Step 1 con un iter accelerato (il progetto sarebbe già nella pancia del Consiglio superiore dei Lavori pubblici) – evitando il Piano di Fattibilità tecnico economico (Step 0) – se il Consiglio comunale di Corigliano-Rossano approvasse il progetto (è l’unico fino ad oggi che non lo ha approvato sui 41 comuni coinvolti nella tratta Sibari-Cz) e derogasse al dibattito pubblico (come hanno fatto i comuni della Kr-Cz) entro il prossimo 28 febbraio.
Diversamente, se le reticenze di Stasi e della Maggioranza dovessero perdurare, la possibilità di ripiombare il prossimo 1 marzo allo Spet 0 è tutta in piedi. «E a questo punto – ha confermato Rapani – ci sarebbe anche il rischio che quest’opera non vedrà mai più la luce». Dal momento che, una volta completato il corridoio Adriatico-Jonio-Tirreno con l’ultimazione del Megalotto 3 Sibari-Roseto e dopo aver connesso a sud Crotone con la A2 attraverso l’ammodernamento della SS106 Kr-Cz (il famoso progetto bandiera), «Anas – ha detto Rapani – non darebbe più priorità alla progettazione di una nuova strada a 4 corsie per il collegamento a sud di Sibari». Quindi rischieremmo di essere tagliati fuori in modo quasi definitivo.
Insomma, il progetto è nuovamente sul filo del rasoio. Anche perché Stasi non ha mai ceduto agli aut-aut. E seppure la strada dettata da Rapani e Fratelli d’Italia fosse quella giusta, il pericolo che il sindaco si incaponisca sulla posizione opposta anche per solo spirito di contraddizione, c’è tutto. In barba alla collaborazione, alla coesione e a tutto quanto di mieloso è scaturito appena tre giorni fa dall’incontro di San Bernardino quando si è cercata unità per far fronte comune in un’altra grande battaglia: quella del Tribunale. Ma anche una strada moderna e sicura è altrettanto importante e strategica per questa città.

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