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l’intervista

L’abisso della prevenzione oncologica. «Screening sotto al target, al Sud dati drammatici»

Il monito del professore Cognetti: «La Commissione Europea, nel suo piano oncologico europeo, chiede a tutti gli stati membri di raggiungere il 90% entro il 2025, bisogna recuperare»

Pubblicato il: 24/05/2023 – 14:39
L’abisso della prevenzione oncologica. «Screening sotto al target, al Sud dati drammatici»

LAMEZIA TERME «La situazione, purtroppo, si è notevolmente deteriorata. Ma già c’erano dei segnali preoccupanti prima del Covid. Certo, l’emergenza ha slatentizzato un disagio e le problematiche legate al fatto che negli ultimi 10 anni, e forse anche qualcosa di più, c’è stato un definanziamento della sanità con gravi carenze strutturali, di personale, di fondi destinati alla sanità e questo ha prodotto un sostanziale e forte indebolimento del sistema pubblico». È chiaro il messaggio di Francesco Cognetti, professore di Oncologia medica all’Università La Sapienza di Roma, sentito dal “Corriere della Calabria” per fare il punto sulle tante emergenze del settore.

L’evento a Vibo Valentia

Il professor Cognetti affronta diversi aspetti tutti legati nella forma e nella sostanza alla prevenzione oncologica e l’emergenza post-Covid, tema che sarà al centro della due giorni “La meraviglia di stare al mondo” organizzata a Vibo Valentia dal gruppo del “Corriere della Calabria” il 26 e 27 maggio prossimi. Secondo il professor Cognetti, dunque, «non ci sono ancora segnali importanti e decisi di ripresa. Noi abbiamo fatto le nostre proposte come società scientifica seguendo le nostre analisi, ma attendiamo ancora, dopo diversi mesi, di poter interloquire fattivamente con il governo per i provvedimenti che saranno necessari».

Screening e prevenzione

Ma, quando parliamo di oncologia, la prevenzione assume un ruolo centrale e non solo da un punto di vista concreto e operativo, ma anche e soprattutto perché i dati ci restituiscono, con riferimento all’adesione e agli screening, un panorama nazionale che ha numeri molto diversi tra Centro, Nord e Sud. «La cultura della prevenzione noi l’abbiamo instillata, l’abbiamo sempre predicata – afferma il professor Cognetti – sebbene di prevenzione ce ne siano di due tipi: quella primaria, ovvero il tentativo di eliminare le cause che possono produrre il cancro quindi stile di vita, abitudini alimentari, altre pessime abitudini come il fumo di sigaretta, attraverso l’informazione e l’educazione, soprattutto a livello dei giovani. E devo dire che in questi anni, dal punto di vista del sistema pubblico, non è che ci sono stati questi sforzi a implementare questo settore». «Poi c’è la prevenzione secondaria, cioè l’applicazione degli screening per la prevenzione di tre tumori, quello della mammella, quello del colon retto e cervice uterina. Quindi partivamo già prima del Covid con numeri bassi e siamo precipitati a dati del 2021, a livelli assolutamente imprevedibili, stiamo ritornando a quello che era il pre-Covid».

I divari tra regioni ed Europa

«Purtroppo, ci sono molte regioni, come tutte quelle del Sud ma anche qualcuna del Centro Italia come il Lazio – ha spiegato ancora il professore – che si trova in condizioni abbastanza simili a quelle delle regioni meridionali, hanno una copertura dello screening rispetto al target di popolazione nettamente al di sotto del 50% per alcune regioni. La Commissione Europea, nel suo piano oncologico europeo, chiede a tutti gli stati membri di raggiungere il 90% entro il 2025, ci si rende conto dell’abisso in cui siamo precipitati e quindi sarà ben difficile poter recuperare queste cifre, ma ce la dobbiamo mettere tutta».
«Dobbiamo – ha detto ancora il professor Cognetti – comunque partire con un piano di razionalizzazione, un piano che investa anche nelle risorse perché altrimenti non si può fare una buona sanità pubblica. Rimpiomberebbero al 6,3% sul Pil contro una media dell’8,8 e con la Germania e la Francia che viaggiano al 10%». «E non avremmo nemmeno questo poco che abbiamo se i privati cittadini e non contribuissero alla spesa sanitaria. L’anno scorso le risorse che sono state assicurate dal i cittadini sono state un valore veramente enorme, ben 37 miliardi di euro». (redazione@corrierecal.it)

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