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Allarme criminalità nel “quadrante” Sud di Catanzaro, si alza la soglia di attenzione

Nuova riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza presieduto dal prefetto. Preoccupa l’escalation di intimidazioni e attentati alle imprese

Pubblicato il: 03/11/2023 – 20:36
Allarme criminalità nel “quadrante” Sud di Catanzaro, si alza la soglia di attenzione

CATANZARO Controlli più serrati. Oggi in prefettura di Catanzaro una nuova riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza dopo l’ennesimo atto intimidatorio che si è verificato nei giorni scorsi nell’area Sud del capoluogo. Al tavolo presieduto dal prefetto Enrico Ricci i vertici territoriali delle forze dell’ordine e i rappresentanti istituzionali, a partire dal sindaco Nicola Fiorita. Riserbo impenetrabile al termine della riunione del Cosp, riunione che segue di tre settimane una precedente, convocata all’indomani di una preoccupante escalation di intimidazioni contro alcuni imprenditori particolarmente attivi anche nel loro impegno antimafia. L’ultima riunione è stata convocata dopo che nel cantiere edile di una scuola in uno dei quartieri del “quadrante” a rischio di Catanzaro, Aranceto, si è verificato un secondo incendio dalla chiara matrice dolosa a distanza di pochi giorni dal precedente. A livello istituzionale comunque è scattato il campanello d’allarme sia per la gravità dei fatti, sia per il contesto anche territoriale in cui questi fatti si stanno susseguendo: in quel “quadrante” infatti da tempo è operativa e particolarmente pervasiva una criminalità rom – il cosiddetto “clan degli zingari” – che negli ultimi anni avrebbe fatto il salto di qualità – per come documentato ad aprile da una maxioperazione coordinata dalla Dda di Catanzaro – affrancandosi dal controllo di cosche di altri territori, in particolare il Crotonese, per diventare clan autonomo.  A quanto si apprende da fonti inquirenti, l’impresa che ha subìto le due intimidazioni nel cantiere della scuola di Aranceto in passato coraggiosamente ha denunciato alle forze dell’ordine la pressione criminale.  Insomma, a livello inquirente si percepisce la preoccupazione per una paventata “ristrutturazione” degli assetti criminali in atto ma anche la consapevolezza della necessità di dare una forte risposta che faccia sentire la presenza dello Stato. (c. a.)

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