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Intimidazioni nel Vibonese, la solidarietà di Wanda Ferro e Pino Masciari

La sottosegretaria all’Interno: «Massima attenzione delle istituzioni». Il testimone di giustizia: «Denunciare è l’unica arma».

Pubblicato il: 26/02/2024 – 12:36
Intimidazioni nel Vibonese, la solidarietà di Wanda Ferro e Pino Masciari

CESSANITI «Il continuo attacco a uomini di chiesa nelle comunità del Vibonese è allarmante e merita una risposta decisa delle istituzioni. L’ennesimo gesto intimidatorio di cui è stato vittima don Felice Palamara, parroco di San Nicola di Pannaconi, al quale è stata versata della candeggina nelle ampolle del vino e dell’acqua, avrebbe potuto avere conseguenze molto gravi». Lo afferma la sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, dopo l’escalation di intimidazioni nel comune di Cessaniti e l’atto intimidatorio nei confronti del parroco don Palamara. «Esprimo la mia vicinanza a don Felice Palamara e a tutti i sacerdoti che, in una terra difficile, sono impegnati nell’affermazione della cultura della legalità, contro le logiche di violenza e sopraffazione. Su queste vicende c’è la massima attenzione delle istituzioni preposte, e auspico che gli inquirenti riescano al più presto a fare piena luce su questo inquietante episodio».

La vicinanza di Pino Masciari

Arriva anche la solidarietà del testimone di giustizia Pino Masciari. «Esprimo tutta la mia solidarietà e vicinanza a don Felice Palamara, parroco della chiesa San Nicola di Pannaconi (VV), a Romina Candela, presidente dell’associazione culturale “Crisalide”, al parroco di Cessaniti (VV) don Francesco Pontoriero, per la vile serie di atti intimidatori subiti. Essere oggetto di atti intimidatori è orribile, è un tentativo di distruzione della libertà personale e merita la ribellione corale di tutti, con una ferma e decisa condanna dell’accaduto. L’azione arrogante dell’intimidazione è un atto vigliacco, tipico della cultura mafiosa, a cui non possiamo, non vogliamo e abbiamo il dovere di non soccombere. La denuncia è l’unica arma per porre fine a una spirale di prepotenza soffocante. Rimanere accanto a chi si oppone alla violenza con la coerenza delle proprie azioni è un atto dovuto, che mi auguro coinvolga sempre un numero maggiore di persone».

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