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Regione-governo, quei dossier “delicati” che si intrecciano sul cammino elettorale

Tra Occhiuto e il livello centrale rapporti ottimi ma già ci sono le prime schermaglie influenzate dal voto. Sul tavolo diversi temi dirimenti

Pubblicato il: 24/03/2024 – 11:35
Regione-governo, quei dossier “delicati” che si intrecciano sul cammino elettorale

CATANZARO Il punto più alto è stato la firma dell’Accordo di coesione 2021-27 per circa 3 miliardi di euro, a Gioia Tauro, il 16 febbraio, la prima Regione del Sud a farlo, e quella vigorosa stretta di mano con la premier Giorgia Meloni a suggellare un atto molto significativo anche sul piano politico. Il punto più basso lo “scontro” con il ministro Raffaele Fitto di alcuni giorni fa sul taglio dei fondi del Pnc (in pratica il Pnrr) in tema di edilizia sanitaria, con la minaccia di dimettersi da commissario se le cose non dovessero cambiare. Per il presidente della Regione Roberto Occhiuto i rapporti con il governo nazionale sono indubbiamente la priorità delle priorità. Rapporti ottimi, complessivamente parlando, trattandosi del resto di un governo politicamente amico, con diversi ministri che del resto da anni condividono azioni e visioni con Occhiuto, ma anche rapporti da curare tenendo in considerazione anzitutto gli interessi della Calabria. Sul piano dei risultati, non c’è dubbio che finora la “filiera” politica di centrodestra, e anche la capacità di Occhiuto di avere voce in capitolo a Roma grazie al suo robusto curriculum pregresso (è stato capogruppo di Forza Italia alla Camera nella scorsa legislatura, per dirne una) e attuale (ora è vicesegretario nazionale di Forza Italia), abbiano portato alla Calabria risultati anche concreti e anche considerevoli, ma in quella che può essere considerata la fase 2 della guida della Cittadella– riferiscono diversi analisti politici – per Occhiuto si tratta di portare al più presto a compimento quello che finora si è seminato e di seminare altro da qui al prossimo futuro, più o meno immediato.

Occhiuto con Calderoli

I dossier chiusi e i dossier aperti

Tra i risultati la firma dell’Accordo di coesione di cui sopra, gli investimenti nelle infrastrutture, con gli ormai famosi 3 miliardo per la metà del tracciato della Statale 106, il Ponte sullo Stretto (con tanto di “sacrifico” di 300 milioni di Fsc, però), le proroghe del Decreto Calabria che comunque stanno consentendo a Occhiuto di proseguire nella gestione commissariale e straordinaria della sanità, il G7 dell’export da tenersi a luglio a Villa San Giovanni. Ma per Occhiuto e la Calabria i dossier aperti sul tavolo del governo sono tanti e altrettanti, e segneranno anche il cammino dei prossimi mesi, un cammino nel quale si innesteranno inevitabilmente anche le dinamiche della campagna elettorale per le Europee, che già hanno iniziato a creare fibrillazioni e a mettere un po’ di zizzania nelle fila del centrodestra, soprattutto tra Forza Italia e Lega. Dossier delicati che inevitabilmente si incroceranno con le diverse esigenze dei partiti della coalizione: basti pensare all’autonomia differenziata, che la Lega di Matteo Salvini e Roberto Calderoli continua a spingere trovando però poca sponda dagli alleati e anche dai territori, Calabria compresa, con Occhiuto in prima fila a “frenare” con il suo ormai consolidato claim “no money party” e con un centrodestra calabrese a ruota abbastanza tiepido. Restano poi ancora sostanzialmente “inevase” alcune sollecitazioni che Occhiuto da più mesi sta lanciando, come quella di una sorta di riconoscimento della Calabria come regione speciale che merita regole speciali soprattutto in sanità (il governatore calabrese non perde infatti occasione di chiedere agevolazioni per il reclutamento di medici in una zona disagiata qual è la nostra regione). C’è poi da capire come evolverà la Zes unica, “sposata” dalla Giunta regionale ma con più di una preoccupazione soprattutto in termini di governance. Nel “limbo” poi ci sono alcune infrastrutture sulle quali al momento gli impegni del governo sono ancora piuttosto generici, come il completamento della Statale 106 o il progetto del rigassificatore di Gioia Tauro, sul quale sembra calato di nuovo il silenzio dopo che il Consiglio dei ministri l’ha dichiarato strategico. Insomma, da fare c’è tanto ancora, e in mezzo ora c’è una campagna elettorale nella quale ogni partito giocherà anzitutto per sé, e nel caso di Occhiuto c’è anche una regione, la Calabria, che dovrà giocare una sua partita, e sarà una partita sicuramente decisiva. (a. cant.)

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