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Sacal decolla e mette in campo un piano di investimenti da 270 milioni di euro

Lo sguardo dell’aeroporto calabrese è già proiettato verso il futuro, ma occorre ricucire lo strappo con i lavoratori e gli operatori

Pubblicato il: 26/06/2024 – 11:38
di Fabio Benincasa
Sacal decolla e mette in campo un piano di investimenti da 270 milioni di euro

LAMEZIA TERME Il progetto di sviluppo e rilancio degli scali della Calabria passa inevitabilmente dall’incremento dell’offerta commerciale e dal rafforzamento del management, ma anche dall’implementazione della gestione del piano di sviluppo commerciale extra aviation delle aerostazioni e dal nuovo posizionamento di Sacal come riferimento regionale della ricettività e del turismo. Ed ancora, in tempi record rispetto a quanto annunciato dal presidente della Regione Roberto Occhiuto (qui l’anticipazione del Corriere della Calabria), la Sacal ha pubblicato una manifestazione di interesse destinata ad aprire scenari rilevanti per il futuro dello scalo lametino: l’attivazione della procedura di selezione per l’affidamento in subconcessione di spazi nell’aeroporto di Lamezia Terme.
Una vera e propria rivoluzione che si traduce in un piano pluriennale di investimenti e cambiamenti organizzativi. La nuova vision della società che gestisce gli scali calabresi si concretizza nel corso dell’ultima assemblea tenuta il 27 maggio 2024, all’aeroporto di Lamezia Terme. Nell’occasione, assume la presidenza dell’assemblea il vice avvocato dello Stato Ettore Figliolia, il notaio cosentino Pierfrancesco Iorio redige il verbale mentre alla convocazione rispondono tutti i soci portatori delle complessive 40.172 azioni: Fincalabra Spa, il Comune di Lamezia Terme e quello di Catanzaro, le Camera di Commercio di Catanzaro, Vibo e Crotone e quella di Cosenza, la provincia di Catanzaro, il Corap, Fgh Srl e in video conferenza la Regione Calabria.



Il piano industriale e il nuovo direttore commerciale

Primo punto all’ordine del giorno, l’approvazione del piano industriale del gruppo Sacal 2024-2028 e la proposta di nomina del direttore commerciale. In relazione al primo punto (approvato) gli investimenti infrastrutturali si inseriscono nei tra Master Plan approvati e prevedono un costo di 270 milioni di euro, 183 finanziati ed una quota di 75 milioni, da utilizzare per l’aumento di capitale. Nel caso del nuovo direttore commerciale, come anticipato dal Corriere della Calabria, il candidato vincitore, primo in graduatoria, è risultato Mauro Bolla.

La Parte Straordinaria, il nuovo corso con il Cda a tre o cinque membri

L’impegno dei soci Sacal non si esaurisce con la mera approvazione dei punti all’ordine del giorno sopra citati, ma prosegue con la discussione di un punto di quella che nel verbale viene definita “Parte Straordinaria“. E’ Ettore Figliolia a proporre di riformulare parzialmente l’articolo 18 dello statuto sociale e rinvia ad una nota inviata ai soci che prevede la «nomina di un membro del Cda che sarà designato a rotazione dagli altri soci pubblici». Lo stesso Figliolia chiede alla Regione Calabria, di registrare «l’auspicio dei soci che la forma amministrativa si modifichi da amministratore unico a consiglio di amministrazione a cinque membri. L’amministratore unico Marco Franchini ne prende atto (per lui si profila un’uscita di scena?) e l’assemblea delibera la modifica dell’articolo 18. In base al quale, la Società potrà essere amministrata da un Cda composto da tre o cinque membri.
Nel primo caso, due membri saranno nominati, uno dal Comune di Lamezia Terme e uno dalla Regione Calabria, nel caso – invece – di Cda a cinque: una nomina spetterà al Comune di Lamezia Terme, una alla Regione Calabria, un membro sarà designato a rotazione dagli altri soci pubblici, i restanti due nominato con il voto favorevole di tanti soci che rappresentano almeno il 60% delle azioni. Ovviamente, all’assemblea spetterà il compito di eleggere un presidente e l’organo amministrativo resterà in carica per tre esercizi sociali.

La Parte Straordinaria, l’aumento di capitale sociale

La proposta (come all’articolo 5 dello statuto di Sacal) di aumento di capitale sociale per un importo di massimo di oltre 75 milioni di euro è «considerata motore finanziario del piano strategico» quinquennale. «Negli ultimi 10 anni non c’è stata strategia di sviluppo e l’aumento di capitale rappresenta una strategia in tal senso – si legge nel verbale – e le azioni di nuova emissione andranno offerte a tutti gli azionisti, in proporzione del numero di azioni possedute» con termine ultimo il 2 agosto 2024 e nel mezzo le date del 28 giugno 2024, il 19 luglio 2024.
In assemblea, esprime voto favorevole l’86% dei presenti mentre si segnala l’astensione della Camera di Commercio di Cosenza. In sede di trattazione, infatti, in rappresentanza dell’Ente camerale bruzio l’avvocato Giuseppe Politano chiede tempo utile per esprimere un voto sull’aumento, mentre l’amministratore unico Marco Franchini risponde asserendo che si tratta di mera delibera. Esauriti gli interventi dei soci, la maggioranza approva l’aumento del capitale sociale finalizzato al finanziamento degli investimenti infrastrutturali previsti dal piano industriale.

Il «malcontento» e lo sciopero

Ma c’è malcontento intorno all’operato del duo Marco Franchini e Andrea Falvo, responsabile dell’area legale. Quest’ultimo valutato e poi scelto dalla Commissione esaminatrice che si esprimeva così: «dimostra sufficiente conoscenza tecnica della normativa amministrativa, sia pur con una esposizione generica, mentre dimostra carenze riguardo ad alcuni aspetti fondamentali delle società a partecipazione pubblica e incertezze in ordine all’appalto e gravi lacune in merito al diritto processuale civile».
E sempre a proposito del diffuso malcontento, lo scorso febbraio la Uiltrasporti – in una missiva a firma del segretario nazionale Viglietti ed inviata ad Assaeroporti, Sacal Spa e Sacal Gh – aveva segnalato «l’anomalo regolamento aziendale unilateralmente prodotto ed applicato da Sacal» chiedendo «un immediato intervento al fine di ripristinare il rispetto del Ccnl e delle norme di legge che nello stesso sono palesemente violate». Non solo. Nei giorni scorsi, il sindacato Sata Orsa Trasporti ha proclamato una seconda contestazione che coinvolgerà tutti gli aeroporti calabresi, con annesso sciopero di 24 ore previsto per il prossimo 5 luglio.
A tal proposito, Luciano Amodeo segretario nazionale Orsa (Organizzazione sindacati autonomi e di base) Sata (sindacato autonomo trasporto aereo), dichiara al Corriere della Calabria: «Invitiamo la società al rispetto delle regole e delle leggi, rispetto che è venuto a mancare in fase di contrattazione di secondo livello e nella fase di emanazione del regolamento aziendale che bypassa con assurda certezza quelle che sono sia le regole contrattuali che le norme di legge», affonda Amodeo. Che poi si sofferma sull’operato di Marco Franchini. «Il dottore Franchini, non appena arrivato in Sacal ha elogiato pubblicamente i lavoratori definendoli il punto di forza della società. Probabilmente se lo sarà dimenticato. Assumere la figura da sergente di ferro, poco giova se si considera il malessere diffuso e denunciato in questo sindacato», osserva il segretario. Che aggiunge: «Franchini sicuramente dovrebbe prestare maggiore attenzione alla principale risorsa della società, i lavoratori ai quali non viene riconosciuto il lavoro straordinario. Mi risulta non venga pagato». E l’analisi del segretario Amodeo non risparmia critiche all’operato dell’area legale. «Ci sono diverse vertenze affrontate all’ispettorato del lavoro e vinte, la Sacal ha presentato ricorso e l’ha perso e non contenta ha portato i lavoratori in tribunale su diritti già sanciti e riconosciuti dall’ispettore del lavoro, dopo anni di ispezioni e la documentazione fornita. Ci sono istanze e vertenze nei tribunali aperte un po’ ovunque». Come sottolinea Amodeo, «nei mesi addietro hanno perso in primo grado anche una sentenza relativamente all’aggressione dei diritti patrimoniali dei lavoratori». Qualcosa è cambiato, negli ultimi anni? «Si, ci sono stati licenziamenti, molti provvedimenti disciplinari, diverse vertenze
sui lavoratori stagionali. L’Orsa è stata due volte dal prefetto di Catanzaro a riportare una serie di cose, e nei prossimi giorni porteremo avanti altre iniziative all’ispettorato del lavoro». (f.benincasa@corrierecal.it)

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