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SETTIMA ARTE

Un premio Oscar ai laghi di Sibari: Mauro Fiore nel corto che racconta una famiglia calabrese

Dopo ferragosto il maestro della fotografia di “Avatar” tornerà nella sua Calabria. Regione che si conferma terra di cinema

Pubblicato il: 08/08/2025 – 8:02
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Un premio Oscar ai laghi di Sibari: Mauro Fiore nel corto che racconta una famiglia calabrese

CASSANO ALL’IONIO Un premio Oscar ai laghi di Sibari: Mauro Fiore sarà in Calabria, dopo ferragosto, nel ruolo di direttore della fotografia nel corto di cui ancora si sa pochissimo – il regista è il cosentino Fabio Rao – ma che è una trasposizione cinematografica di un romanzo di formazione.
Fiore, originario di Marzi, borgo alle porte di Cosenza, nel 2010 ha ricevuto il premio per la migliore fotografia al Premio Oscar per il film “Avatar”. Dalle poche notizie che trapelano è che non si tratta di una produzione della Film Commission calabrese bensì di una produzione di un grande gruppo dell’audiovisivo di caratura globale. Per Sibari e Cassano si tratta di una nuova vetrina internazionale che segue di qualche giorno il palcoscenico di Soverato per il Magna Graecia Film Festival da cui è transitato il maestro Francis Ford Coppola.
Originario della Calabria, il 60enne Fiore è emigrato negli Stati Uniti da bambino con la famiglia, stabilendosi nella periferia di Chicago: ha imparato la sua professione frequentando il prestigioso Columbia College di Chicago e non ha mai rinnegato le radici calabresi: tra una decina di giorni, a quelle radici darà nuova linfa grazie alla rinnovata magia della settima arte. Il legame di Fiore con Cosenza è peraltro testimoniato dalla sua partecipazione al film su Tony Gaudio, un altro maestro del genere e in un certo senso suo predecessore come detentore del premio Oscar per la fotografia (“Avorio Nero”, 1937), oltre che conterraneo. (redazione@corrierecal.it)

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