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Brindisi, nave russa sotto sequestro: eluse le sanzioni Ue

Trasportava 33mila tonnellate di materiale ferroso

Pubblicato il: 17/01/2026 – 8:01
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Brindisi, nave russa sotto sequestro: eluse le sanzioni Ue

Una nave proveniente dalle acque territoriali russe del Mar Nero, con a bordo 33mila tonnellate di materiale ferroso, è stata sottoposta a sequestro preventivo d’urgenza nel porto di Brindisi. Il provvedimento è scattato al termine di un’articolata attività di accertamento condotta dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi, nell’ambito delle sanzioni europee contro la Federazione Russa.
La motonave, battente bandiera di una piccola isola dell’Oceania, è risultata coinvolta in una presunta elusione delle misure restrittive previste dal Regolamento UE 833/2014 e dai successivi pacchetti sanzionatori adottati dopo l’invasione dell’Ucraina. Indagati l’importatore, l’armatore e alcuni membri dell’equipaggio, accusati di aver agito in concorso per aggirare i divieti comunitari. All’arrivo della nave nello scalo brindisino, la dichiarazione di importazione è stata selezionata dai sistemi di analisi del rischio dell’Agenzia delle Dogane, proprio in ragione della tipologia di merce e della provenienza geografica. I controlli congiunti con la Guardia di Finanza, supportati dal Reparto Operativo Aeronavale della Puglia, hanno fatto emergere gravi incongruenze e alterazioni nella documentazione di bordo, in particolare sui luoghi di sosta e di carico. L’analisi dei documenti di navigazione e dei dati estratti dal sistema ECDIS, obbligatorio sulle grandi navi, ha consentito di accertare che l’unità aveva sostato e operato nel porto russo di Novorossijsk, scalo sottoposto a sanzioni, dal 13 al 16 novembre 2025, effettuando operazioni di carico vietate. Ulteriori riscontri, forniti anche dal R.O.A.N. di Bari, hanno evidenziato che il sistema AIS della nave – il transponder che consente la geolocalizzazione in tempo reale – era stato spento in prossimità del porto russo, verosimilmente per sottrarsi ai controlli. Dati convergenti sono emersi anche dalla banca dati Lloyd’s Global Maritime in uso all’Agenzia delle Dogane. Secondo la Guardia di Finanza, gli accertamenti hanno permesso di ricostruire con precisione la rotta della nave e le operazioni effettuate, nonostante le dichiarazioni ritenute fuorvianti del comandante e i tentativi di occultamento tramite la falsificazione dei documenti e lo spegnimento del transponder.
Il sequestro della motonave e dell’intero carico è stato convalidato dal Gip di Brindisi e successivamente confermato dal Tribunale del Riesame. Le indagini proseguono per accertare tutte le responsabilità legate all’elusione delle sanzioni dell’Unione europea contro la Russia.

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