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la tempesta perfetta

Ciclone “Harry”, non solo un nome: al Sud allerta rossa

Il “battesimo” di Harry come strategia di sicurezza. Allerta nubifragi e mareggiate

Pubblicato il: 20/01/2026 – 8:32
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Ciclone “Harry”, non solo un nome: al Sud allerta rossa

Si sta abbattendo in queste ore su Calabria, Sardegna e Sicilia quello che è stato ribattezzato come ciclone “Harry”: con raffiche di vento superiori ai 110-120/km all’ora, forti piogge e mareggiate lungo le coste esposte che hanno costretto la Protezione civile ad emettere un’allerta rossa. Oggi – secondo le previsioni – sarà la giornata di massima intensità.
“Harry”, non un semplice nome, ma una vera e propria strategia di comunicazione, con l’ufficializzazione il 16 gennaio 2026 dall’agenzia spagnola AEMET: non si tratterebbe di un semplice vezzo terminologico ma di una precisa strategia di sicurezza coordinata dal network europeo EUMETNET. Dare un nome proprio a una perturbazione ad alto impatto serve, infatti, innanzitutto a garantire l’univocità della comunicazione: quando un evento viene identificato chiaramente, si evita la confusione tra diversi paesi e si permette alle autorità di parlare con una sola voce. Oltre all’aspetto burocratico, la denominazione gioca un ruolo psicologico cruciale nella prevenzione. Trasformare una generica perturbazione in un evento nominato come Harry aumenta immediatamente la percezione del rischio e la soglia di attenzione dei cittadini, rendendo l’allerta più memorabile e condivisibile sui canali d’informazione.

Le previsioni aggiornate

Gli ingredienti principali sono tre, un’area di bassa pressione in risalita dal Nord Africa (Algeria e Tunisia) con aria mite e umida, correnti polari in discesa dai Balcani e, infine, il Mar Mediterraneo più caldo di ben 2,5°C rispetto al normale. Un drammatico mix che sta creando eventi meteo eccezionali” spiega Lorenzo Tedici, meteorologo del sito IlMeteo.it, in merito alla formazione del ciclone, ribattezzato dalla comunità scientifica Harry, tra Sardegna, Sicilia, coste libiche e Calabria con fenomeni persistenti per almeno altre 24 ore: “Avremo ancora nubifragi sulle Isole Maggiori e in Calabria con accumuli localmente molto elevati sui settori orientali di Sicilia e Sardegna e meridionali della Calabria (anche oltre 200 mm / 24 ore); queste piogge saranno alimentate dal calore del mare ancora piuttosto caldo in pieno inverno (19°C). Non mancherà neppure la neve che cadrà abbondante oltre i 900 metri tra Basilicata e Calabria; oltre i 1700 metri sull’Etna avremo più di 2 metri di neve fresca. Oltre alle precipitazioni eccezionali, la massima prudenza è da mantenere su vento, mare e mareggiate: il vento sarà di burrasca orientale, con rinforzi di tempesta, su Sicilia, Sardegna e Calabria; forte orientale, con raffiche di burrasca, anche sulle restanti regioni centro-meridionali e da nord sulla Liguria. Di conseguenza i mari saranno da molto agitati a grossi lo Stretto di Sicilia, il Canale di Sardegna e lo Ionio meridionale; molto agitati i restanti bacini meridionali e quelli prospicienti la Sardegna, agitati il Tirreno e Mar Ligure e molto mosso l’Adriatico. Le mareggiate più pericolose sono previste con onde alte 6-7 metri sulle coste della Sicilia orientale e della Sardegna orientale e meridionale (mercoledì anche su Calabria ionica): localmente sulla punta sud-est della Sicilia le onde potrebbero impattare con un’altezza record di 9 metri, mentre al largo (Stretto di Sicilia) non si escludono marosi oltre i 10 metri. Un bollettino di massima allerta, dunque, confermato dalla Protezione Civile Nazionale; prestiamo attenzione e ricordiamo almeno le tre basi di autoprotezione: restiamo lontano dai fiumi, lontano dagli alberi, lontano dalle coste. Mercoledì il ciclone mediterraneo si abbatterà ancora al Sud ma soprattutto sulla Calabria ionica con venti di burrasca e piogge abbondanti; cadrà anche tanta neve sui monti calabresi oltre i 1200 metri. Solo da giovedì potremo allentare un po’ la morsa del pericolo: fino ad allora prestiamo la massima attenzione tra le Isole Maggiori e l’estremo Sud peninsulare, questa fase di maltempo potrebbe essere localmente anche più forte della Tempesta Vaia del 2018”.

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