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la paura e lo sfogo

La rabbia della madre di una 17enne calabrese bloccata a Dubai: «Sono lasciati a loro stessi»

Una studentessa catanzarese è tra i ragazzi rimasti negli Emirati Arabi Uniti dopo gli attacchi che hanno paralizzato le partenze. «Nessuno della Farnesina ci ha contattati»

Pubblicato il: 02/03/2026 – 10:50
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La rabbia della madre di una 17enne calabrese bloccata a Dubai: «Sono lasciati a loro stessi»

CATANZARO «Sono arrabbiata nera. I ragazzi sono lasciati a loro stessi, anche per mangiare. Stanotte sono scesi più volte nei bunker e anche la loro tenuta psicologica sta cominciando a venire meno. Il ministro Crosetto è stato fatto rientrare. Loro sono ancora là». A dirlo la madre di una studentessa catanzarese rimasta bloccata a Dubai. La figlia 17enne, studentessa al Liceo classico, fa parte del gruppo che si trovava negli Emirati Arabi Uniti nell’ambito del progetto di Fsl di simulazione diplomatica organizzato dall Associazione WSC Italia. Sabato, giunti all’aeroporto, hanno saputo di non poter partire per gli attacchi sul Paese e sono stati sistemati in alcuni alberghi vicini all’aeroporto. Quindi il ritorno nell’hotel dove hanno trascorso la settimana di studio. «Mia figlia – racconta la donna – è in un albergo del centro e quando è stato colpito il Jumeirah Burj Al Arab, alcuni detriti del razzo sono caduti anche vicino a dove stanno loro». «La notte scorsa – aggiunge – insieme ai compagni e scesa più volte nei bunker dell’hotel e adesso stava dormendo. Sono arrabbiata perché nessuno della Farnesina mi ha contattato. I ragazzi hanno ricevuto la visita del console italiano, ma dopo si sono dovuti arrangiare da soli. L’albergo non fornisce pasti e loro devono comprarsi il cibo con il delivery. Alcuni hanno anche finito i soldi visto che dovevano rientrare sabato scorso e si stanno aiutando tra loro. All’inizio il loro umore era complessivamente buono, ma adesso, mi ha raccontato mia figlia che qualcuno sta iniziando a cedere psicologicamente, hanno paura». «Al momento – aggiunge la donna – non abbiamo idea di come il governo abbia intenzione di fare rientrare i ragazzi in Italia e soprattutto quando. Mia figlia, per il carattere che ha, sta complessivamente bene e resiste allo stress ma più il tempo passa e più anche questo aspetto è a rischio». «Voglio ringraziare invece – afferma ancora la mamma della studentessa 17enne – l’Associazione WSC Italia che ha organizzato il viaggio e che sta supervisionando la situazione dei ragazzi».

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