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Il controllo della cosca

‘Ndrangheta, il “pizzo” anche sul circo a Isola: biglietti e posti in prima fila decisi dal clan o «gli faccio vedere i topi verdi»

La strategia di Giuseppe Liberti tra minacce e promesse di favori in Comune. Il nome di Paolo Lentini speso per ottenere centinaia di tagliandi gratuiti da spartire tra i sodali e le famiglie dei det…

Pubblicato il: 10/03/2026 – 17:13
di Giorgio Curcio
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‘Ndrangheta, il “pizzo” anche sul circo a Isola: biglietti e posti in prima fila decisi dal clan o «gli faccio vedere i topi verdi»

ROTONE Qualunque attività economica doveva alimentare la “cassa comune”. E poco importa se i guadagni provenissero da un circo itinerante. È quanto sarebbe accaduto a Isola Capo Rizzuto nell’estate del 2024. La ricostruzione della Dda di Catanzaro e l’indagine condotta dai Carabinieri inchiodano alcuni degli indagati, tra cui Giuseppe Francesco Liberti (cl. ’94) finito in carcere nel blitz “Libeccio” di questa mattina, documentando le pressioni subite dai responsabili della struttura. Al centro della contesa la gestione di “biglietti” e “gettoni”: simbolicamente (e non solo) moneta di scambio in un sistema di spartizione dei proventi che coinvolge figure di spicco della criminalità locale.

Arriva il circo in città

I primi segnali della vicenda risalgono al maggio del 2024. Le intercettazioni captano Giuseppe Liberti, Rosario Capicchiano (cl. ’75) e Bruno Simone Morelli (cl. ’82) – anche loro finiti in carcere – mentre discutono di «andare al circo per ottenere i biglietti». Durante la conversazione i tre facevano riferimento a Nicola Colacchio, che si sarebbe recato sul posto per acquisire un numero di gettoni quantificato in 600. Conti alla mano, la cifra appare a tutti inverosimile: se ogni gettone valesse 10 euro, la pretesa sarebbe di 6.000 euro, un importo considerato «eccessivo per una singola dazione, ma comunque indicativo della pressione esercitata». Alle discussioni seguono i fatti. Come ricostruito dagli inquirenti, Liberti e Colacchio si presentano presso la struttura circense per incassare i titoli d’ingresso. Il peso specifico dell’intimidazione emerge quando Colacchio spende il nome di «Paolo», riferimento che gli investigatori riconducono al boss Paolo Lentini. È l’inizio di quella che gli inquirenti annotano come l’«ennesima spartizione dei proventi delle estorsioni».



Le minacce e il pressing: «Ti faccio vedere i topi verdi»

Il 31 maggio 2024 la tensione sale. Rosario Capicchiano, spazientito dai ritardi, affida a Liberti un messaggio inequivocabile per il referente del circo: «Gli devi dire che Rosario sta aspettando ancora… ora viene e ti fa vedere i topi verdi». I biglietti però scarseggiano. Dall’altra parte, il responsabile della struttura tenta di arginare le richieste: «Li ho finiti, te l’ho detto, devi aspettare che me li manda il tipografo». Nonostante il pressing, l’uomo del circo ammette di averne già consegnati 78, confermando l’avvenuta dazione al gruppo. Liberti, a quel punto, finge comprensione ma rilancia: spiega di aver già distribuito i precedenti a terzi «per evitare problemi» e ne chiede altri «20-25 per tenere buone anche altre persone».

La promessa: «Ti faccio dare i soldi indietro dal Comune»

Per accreditarsi agli occhi della vittima, Liberti cambia strategia e prova a mostrare il suo potere di infiltrazione nelle istituzioni. Il messaggio inviato il 31 maggio è chiaro: «Senti a me, il suolo pubblico pagalo che poi ti faccio dare tutti i soldi indietro». Assicura di avere i contatti giusti in Comune e promette che si impegnerà personalmente per far restituire i soldi della concessione: «Non vi faccio perdere niente». Tuttavia, il tono torna subito minaccioso: «O mi risolvi questo problema o domani devi litigare con qualcuno». Nonostante il titolare ribadisca che, finché il tipografo non stamperà nuovi blocchetti, «nessuno può entrare», Liberti non arretra: «Aspetta che tu sei qua per guadagnare… una mano ce la dai tu e una mano te la diamo noi, stai tranquillo. Ti ho dato la parola che non ti dà fastidio nessuno».

La distribuzione e i posti d’onore per i “cugini”

Il 4 giugno 2024, un nuovo incontro tra Capicchiano, Morelli e Liberti conferma l’avvenuta spartizione. Non mancano i malumori: Nicola Colacchio lamenta di essere stato saltato, ma «Liberti precisa di aver consegnato i tagliandi ai figli dell’uomo, il quale ne avrebbe pretesi cinque per il proprio nucleo». Il controllo sul circo, però, va oltre il denaro. L’8 giugno 2024 la pressione si sposta sui favori personali. Bruno Simone Morelli chiede a Liberti di intercedere per far entrare la moglie di Alessandro Leone. Poi alza il tiro: vuole un trattamento di favore, un posto in prima fila. Per piegare ogni resistenza, Morelli chiede di parlare direttamente con il gestore presentandosi come il «cugino». Una parentela intesa in senso criminale che ottiene l’effetto sperato: il referente del circo acconsente immediatamente a riservare i posti nelle prime file. (g.curcio@corrierecal.it)

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