Confagricoltura, confronto tra crisi globale e futuro del vino
«Edizione di Vinitaly difficile, risente della situazione internazionale»

VERONA Nello stand Confagricoltura a Vinitaly, il commissario europeo all’Agricoltura Christoph Hansen ha incontrato, su invito del presidente del COPA e di Confagricoltura Massimiliano Giansanti, un gruppo di aziende vitivinicole associate alla confederazione. Un incontro riservato che ha permesso alle imprese di confrontarsi direttamente con il commissario sulle questioni più attuali relative alla promozione, alla semplificazione delle norme, alle misure previste dal pacchetto vino in Europa. Confagricoltura è presente a Verona con un’area espositiva di oltre 500 metri quadrati nella Area D. Lo spazio non è solo una vetrina per le aziende associate, ma un’area dedicata allo scenario globale tra identità produttiva e mercati. «E’ una edizione di Vinitaly particolarmente difficile, risente della situazione internazionale», sostiene Giansanti al Corriere della Calabria. «Speravamo tutti noi in una pace – prosegue – questa non si è ottenuta e anzi, addirittura è arrivato il blocco definitivo dello stretto di Hormuz che rischia ancora di più di rendere difficile la vita delle imprese». Il presidente nazionale di Confagricoltura teme ripercussioni per le imprese «sia per quanto riguarda gli approvvigionamenti dei prodotti strategici, che per noi sono fondamentali, come i fertilizzanti, sia per i costi che stiamo sostenendo». Gli scenari globali hanno riflessi evidentemente anche a livello locale, nei mercati, sulle strategie delle imprese comprese quelle calabresi.


Il presidente regionale di Confagricoltura Calabria, Alberto Statti, si mostra fiducioso. «La speranza è non dover fronteggiare ulteriori e vertiginosi aumenti dei costi, faremo in modo che gli effetti drammatici prodotti dai conflitti possano essere mitigati da opportuni interventi per garantire alle aziende la possibilità di assorbire l’aumento spropositato e inatteso dei costi di produzione. Ci sono le condizioni per superare le difficoltà, ma negli ultimi 5 anni si sono registrati tutta una serie di eventi che hanno messo in ginocchio le aziende. Siamo sempre riusciti ad affrontare il peggio», assicura Statti. Che aggiunge: «Alle conseguenze delle guerre si sommano quelle legate alle avversità climatiche, i cicloni che in Calabria hanno compromesso le produzioni agricole. Nonostante tutto stiamo crescendo e facciamo affidamento sulle nostre eccellenze». Statti ritiene opportuno investire nell’enoturismo. «Le imprese operano in un regime di multifunzionalità, l’aspetto legato al turismo è cruciale e può determinare un impatto positivo sul bilancio». (redazione@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato