«Che strano: a Cambridge e New York tutto ok, a Catanzaro invece scoppia la polemica…»
Mimmo Lucano dopo le critiche di Fratelli d’Italia per la sua presenza a un seminario all’Università Magna Graecia. E anche l’ateneo replica

CATANZARO «Si è creata una polemica e non voglio essere motivo di divisione. Non voglio fare auto-proclamazione, però è strano che sono stato in università prestigiose come Cambridge e New York proprio per rappresentare un’esperienza che è diventata importante, una soluzione alla “questione drammatica delle migrazioni”, e invece vengo qui e la mia presenza suscita forti contraddizioni soprattutto da parte della destra che vede male il “Modello Riace”». Così l’europarlamentare e sindaco di Riace Mimmo Lucano commenta la polemica aperta da Fratelli d’Italia sulla sua presenza all’Università di Catanzaro per parlare del “Modello Riace”, il modello da lui creato per l’accoglienza dei migranti.
Il “modello Riace”
Ospite di un seminario promosso nell’ambito degli “Itinerari di sociologia pubblica in Calabria”, Lucano, parlando con i giornalisti a margine dell’evento all’Umg, ha rivendicato la bontà del “Modello Riace”, facendo anche riferimento alla sua vicenda giudiziaria: «Sono stato sostanzialmente assolto, anzi la Corte d’appello ha definito il mio operato un’“economia della speranza”, cioè un progetto con valore non solo legale ma anche etico e sociale. Ricordo che prima della sentenza uno degli inquirenti in aula ha detto che io non avevo toccato un euro. Il “Modello Riace” – ha proseguito Lucano – è un’esperienza nata spontaneamente e per ragioni umanitarie, che ha trasformato un territorio fragile e spopolato in un luogo di opportunità, paragonato da studiosi a un “massaggio cardiaco” capace di ridare vita alla comunità. Il “Modello Riace” è una esperienza concreta e replicabile, e indica una via più ampia di convivenza e “salvezza” sociale». E ancora: «Il mandante della mia vicenda giudiziaria – ha rimarcato Lucano – è stato proprio il pensiero della destra che non accetta un modello di accoglienza umano e spontaneo come quello di Riace. Rivendico di aver agito senza interessi personali e di aver sempre mantenuto coerenza nei miei valori, nonostante le difficoltà giudiziarie. E il mio impegno continuerà anche a livello europeo e su temi come la tragedia di Cutro. La verità è che il governo della destra ha fallito su diversi fronti, ma soprattutto per l’approccio ai migranti, che è stato il punto più basso».

La difesa dell’Università di Catanzaro
A tornare sulla polemica, in assenza del rettore dell’Umg Giovanni Cuda (trattenuto da altri impegni istituzionali, è stata la versione fornita dai promotori dell’incontro), Aquila Villella, direttore del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia: «L’università secondo i principi costituzionali è un presidio di libertà fondato su ricerca critica, pluralismo e autonomia: non può imporre un pensiero unico né subire pressioni politiche. Per questo, non si può delegittimare un’iniziativa culturale solo per la presenza di un ospite: il dibattito su temi cruciali come l’immigrazione è un diritto-dovere dell’università. Il pluralismo – ha rimarcato Villella – implica confronto, non censura: le idee si contrastano con altre idee, non con il silenzio. Difendere queste iniziative significa difendere la libertà intellettuale, soprattutto in tempi di polarizzazione, e promuovere un dialogo più serio e umano sui problemi del presente». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita: «Ho scritto e studiato il modello di Riace, un’esperienza che considero importante e su cui è utile confrontarsi, pur sapendo che non tutti la condividono. Credo nel dibattito aperto: le idee si discutono e si mettono alla prova con altre idee. Da docente e da amministratore ho sempre ritenuto essenziale ascoltare posizioni diverse, perché è questo il fondamento della democrazia. Non bisogna temere il confronto: discuterne, anche partendo da esperienze controverse, è proprio il compito dell’università». (c. a.)
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