Conte: «Le primarie per trovare l’interprete migliore»
Il leader M5S: sono il modo più efficace ma solo dopo aver condiviso il programma

ROMA “Mi sono reso disponibile” alle primarie di coalizione “perché ho visto nel referendum una gran voglia di partecipare. Le primarie non sono nella nostra tradizione. Mi sono convinto che possano essere il modo più efficace per trovare l’interprete migliore, ma solo dopo aver condiviso il programma”. A dirlo in una lunga intervista al Corriere della Sera è il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte. Con il Partito Democratico “in questa legislatura abbiamo condiviso le basi di un programma comune – aggiunge – Siamo già a buon punto”. Quanto a Matteo Renzi: “C’è posto” nell’alleanza “per chi genuinamente condividerà il programma e offrirà garanzie di affidabilità per attuarlo”. In merito alla caduta del suo governo, Conte sottolinea che “Renzi è molto abile a intestarsi svolte e soluzioni. Ma è evidente che la mia caduta è dovuta ad ambienti finanziari interni e stranieri, che non mi hanno considerato una garanzia ai loro occhi per gestire l’incredibile massa di risorse finanziarie che abbiamo ottenuto in Europa. Draghi non ha certo aspettato Renzi”. “Mi risulta da varie fonti – aggiunge – che Draghi si fosse mosso in proprio per chiedere un cambio di governo ben prima che avvenisse”. A una domanda poi sul suo rapporto con Elly Schlein, il leader dei 5 Stelle risponde che è di “rispetto reciproco”. E aggiunge: “Possiamo costruire un solido programma che ci consenta di rimediare ai fallimenti di Meloni e di governare per cinque anni”. Quanto all’inviato di Donald Trump: “Ho ritenuto opportuno l’incontro per pregare Zampolli di riferire a Trump che stava accumulando errori su errori, a dispetto dei ‘signorsì’ della Meloni, che l’hanno incoraggiato anziché frenarlo”. Su chi votasse prima del M5s, Conte fa sapere che guardò “con interesse all’esperienza demitiana, alla sinistra Dc, quando candidò indipendenti di sinistra: Scoppola, Lipari, Ossicini. Ho votato anche radicale”. Quanto a Grillo: “Dopo gli insulti che mi ha rivolto, non ci sono più rapporti. Anche se per me resta il fondatore. Una figura storica, con grandi meriti”. (Ansa)
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