Catanzaro, il lungo e mesto “viale del tramonto” del Consiglio comunale
Nel 2025 poche sedute, dall’inizio dell’anno ritmo ancora più blando. E il finale di legislatura si preannuncia ancora più stanco

CATANZARO L’ultima occasione è stata il 16 marzo, la seduta per l’approvazione del bilancio di previsione. Probabilmente la prossima sarà (dovrebbe essere) entro la fine del mese perché c’è da approvare il Consolidato. In questo range di tempo lungo almeno un mese si può racchiudere un altro esempio dell’andamento “lento” al Comune di Catanzaro. Non che altrove sia così tanto diverso, ma certo il Consiglo comunale del capoluogo finora sul piano della produttività non sta particolarmente brillando, tutt’altro. A memoria, dall’inizio dell’anno l'”aula rossa” si è riunita 4 volte, considerando però nel novero anche la seduta straordinaria per il conferimento della cittadinanza onoraria a don Mimmo Battaglia, il cardinale di Napoli, il “prete degli ultimi” originario di Satriano, che a Catanzaro ha lanciato – e lasciato – segni concreti del suo ministero. E tra l’altro in quell’occasione in tanti purtroppo notarono, con parecchia delusione mista a grande (e giustificato) disappunto, troppi banchi vuoti nonostante la solennità dell’evento. In sintesi, dall’inizio dell’anno il Consiglio comunale di Catanzaro si è riunito in media una volta al mese: qualcosa è stato fatto, come l’approvazione del piano industriale della “Catanzaro Servizi”, la municipalizzata a rischio crack (al momento evitato ma non definitivamente scongiurato), ma nulla che faccia gridare al miracolo. Del resto anche nel 2025 le sedute consiliari si sono contate sulle dita di due mani (secondo alcuni otto volte), compresa quella del ritorno nell’aula rossa dopo anni di peregrinazione alla Provincia e poi nell’angusta Sala Concerti di Palazzo De Nobili.
Prospettive
Motivi? Sicuramente un quadro politico molto particolare, perché sul piano numerico la coalizione di centrosinistra guidata dal sindaco Nicola Fiorita non è maggioranza, diventandolo solo grazie al supporto di un gruppo di “responsabili” il cui voto favorevole va ricercato di volta in volta, da qui dunque l’esigenza di evitare il più possibile l’appuntamento con l’aula (e le sue incognite). Ma c’è anche un altro motivo, a detta di tanti analisti, ed è il fatto che quello in carica è un Consiglio comunale nel quale sicuramente non si vola alto, quanto a contenuti. E ora? Secondo diversi esponenti dell’opposizione, il fatto che si è entrati di fatto nell’ultimo anno di consiliatura prima del ritorno al voto nel 2027 sarà un ulteriore fattore di rallentamento dei lavori consiliari. Difficilmente – dicono sempre gli analisti – un Consiglio comunale che finora non ha brillato per coraggio – il centrosinistra di Fiorita – e per unità – il centrodestra, diviso anche nel tentativo di spallata al sindaco – sarà in grado di produrre uno scatto in avanti oltre le sedute di routine come quelle su documenti contabili. “In coda” ci sarebbero tre richieste di convocazione “monotematiche” su alcuni dossier comunque significativi – tra questi, la localizzazione del nuovo ospedale – avanzate con tutte le firme del caso dalle opposizioni ma non si scorgono in agenda. E poi temi come il nuovo ospedale o il Piano strutturale sembrano davvero troppo impegnativi per un’assemblea così abituata al piccolo cabotaggio e ora – questa è la impressione quasi generale – ormai destinata a imboccare il “viale del tramonto”. Certo, una smentita di questa impressione sarebbe molto apprezzata… (a. cant.)
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