Clima, ecco quanto “costano” le catastrofi naturali
Calabria in testa alla classifica del danno per abitante

ROMA In Italia il costo medio annuo delle catastrofi naturali è pari a circa 7 miliardi di euro annui. Negli ultimi 50 anni in Italia, i danni diretti dovuto alle catastrofi naturali hanno raggiunto circa 253 miliardi di euro, pari a quasi un terzo delle perdite complessive registrate in Europa nello stesso arco temporale. A ciò si aggiunge che il 95% dei comuni italiani è interessato da rischio idrogeologico e che il 35% dei cittadini risiede in zone ad alta pericolosità sismica. E’ quanto emerge dalla prima edizione del Natural Risk Forum, Think Tank promosso da Unipol, che si è svolto oggi a Roma.
Il report
Solo negli ultimi 12 anni, terremoti, alluvioni e tempeste convettive, hanno generato costi per oltre 100 miliardi di euro, la maggior parte dei quali originati da alluvioni (44,8 miliardi) e tempeste convettive (36,4 miliardi). Dall’analisi, inoltre, emerge che in Italia sono 41 milioni le unità immobiliari potenzialmente esposte agli eventi catastrofali. Mentre a livello di distribuzione geografica, le provincie con il maggior numero di beni esposti sono Roma, Milano e Napoli. Rilevante il valore di ricostruzione complessivo degli immobili: si tratta di 14.400 miliardi di euro, pari a circa sette volte il Pil nazionale. La distribuzione geografica di questo valore mostra una significativa asimmetria territoriale per le esposizioni commerciali e industriali tra nord e sud, mentre per gli edifici residenziali la distribuzione risulta più omogenea. In questo contesto, il costo medio atteso per abitante, secondo l’analisi, risulta compreso tra 100 e 200 euro. Calabria, Emilia-Romagna e Umbria si sono posizionate in testa alla classifica del danno per abitante, in coda Valle d’Aosta, Puglia e Sardegna.
Protection Gap
Un ulteriore elemento emerso dall’analisi riguarda il Protection Gap ovvero la percentuale di costi che, in caso di evento catastrofale, non risulta coperta da assicurazione. Dalla ricerca è emerso che il Protection gap in Italia è oggi pari al 79%: ogni 100 di potenziali danni, solo 21 sono coperti da assicurazione. Questa percentuale varia tra le regioni italiane passando dal 72% in Trentino-Alto Adige, la regione con la maggiore copertura relativa, fino al 93% in Calabria. Secondo Enrico San Pietro, Group Insurance General Manager di Unipol, «è evidente l’urgenza di adottare un approccio sistemico e integrato, fondato su una riduzione strutturale del rischio nelle aree più vulnerabili attraverso una maggiore diffusione delle coperture assicurative, lo sviluppo di politiche di prevenzione e adattamento basate su dati e analisi avanzate e il potenziamento della resilienza finanziaria e operativa del sistema economico».