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Il voto a Reggio Calabria tra Pd e il candidato “a sorpresa” del centrodestra

Nel centrosinistra dubbi su Cannizzaro

Pubblicato il: 21/04/2026 – 12:10
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Il voto a Reggio Calabria tra Pd e il candidato “a sorpresa” del centrodestra

Si avvicinano le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio, e tra i comuni più osservati c’è senza dubbio Reggio Calabria, dove la sfida politica si è già accesa tra strategia, numeri e primi attriti di campagna elettorale.
Il quadro è quello descritto da Open, nell’articolo firmato da Luca Graziani dal titolo: “Reggio Calabria al voto tra un Pd che punta alla riconferma e il candidato “a sorpresa” del centrodestra. I numeri della sfida”. Un confronto che vede da una parte il Partito Democratico impegnato a difendere la guida della città dopo l’era di Giuseppe Falcomatà, oggi eletto in Consiglio regionale e succeduto in Comune dal vicesindaco facente funzioni Domenico “Mimmo” Battaglia, e dall’altra un centrodestra che ha scelto di puntare su una candidatura di peso come quella di Francesco Cannizzaro, vicecapogruppo alla Camera e coordinatore regionale di Forza Italia.
Cannizzaro ha ufficializzato la sua discesa in campo il 26 marzo, con un video social girato alla Camera dei deputati. Una scelta che, secondo il Pd, non sarebbe passata inosservata anche per il contesto politico nazionale in cui si inserisce, segnato da cambiamenti interni a Forza Italia dopo le recenti tensioni e riorganizzazioni.
Nel centrosinistra, infatti, la candidatura viene letta come una mossa improvvisa: una decisione che «ci è piovuta addosso», secondo quanto riportato da Open. I dem si interrogano sui tempi e sulle motivazioni: «Perché? Sarà un caso?», è uno dei passaggi riportati nell’articolo, insieme al sospetto che dietro la scelta possano esserci anche «necessità politiche personali», con Cannizzaro che avrebbe inizialmente escluso la candidatura per poi cambiare posizione. Dubbi che il centrodestra respinge con decisione. Forza Italia, sempre secondo la ricostruzione di Open, rivendica invece la natura territoriale della scelta. Francesco Battistoni parla di una candidatura «gestita a livello locale», mentre Giuseppe Mangialavori sottolinea come il nome di Cannizzaro sia frutto del radicamento politico costruito negli anni. La decisione viene presentata come una scelta coerente con la volontà di «liberare questa terra da anni di cattiva amministrazione».
Il centrodestra rilancia inoltre l’idea che la reazione del Pd sia legata a una sottovalutazione del candidato azzurro, ritenendo Reggio una partita già definita. Una convinzione rafforzata anche dal fatto che il centrodestra aveva già affidato a Forza Italia il compito di indicare il candidato sindaco.
Nel racconto politico entra anche un passaggio istituzionale significativo: il 13 aprile Cannizzaro è stato ricevuto a Palazzo Chigi insieme al presidente della Regione Roberto Occhiuto e al sottosegretario Alfredo Mantovano, incontro che – secondo quanto riferito – avrebbe riguardato “questioni della Calabria”, con particolare attenzione proprio a Reggio.
Sul fronte opposto, il Partito Democratico arriva al voto dopo una fase amministrativa complessa, segnata dalla lunga esperienza di Falcomatà e dalle vicende giudiziarie legate al caso Miramare, che hanno inciso sul percorso politico cittadino. La scelta del candidato Battaglia è stata definita anche come tentativo di ricompattare un campo largo attraversato da equilibri delicati.
Infine, la partita si gioca anche sui numeri. Forza Italia richiama i risultati delle Regionali 2025, che a Reggio Calabria hanno visto Roberto Occhiuto ottenere il 61,49% contro il 37,42% dello sfidante Tridico. Il Pd, però, guarda anche al referendum sulla giustizia, che nel comune ha mostrato un margine molto più ridotto tra Sì e No, segnalando un quadro politico meno netto. Come sottolinea ancora Open, il confronto tra le diverse tornate elettorali non è direttamente sovrapponibile, ma restituisce un elemento politico rilevante: tra regionali e referendum, il campo del centrodestra avrebbe perso circa 9mila voti nel territorio reggino. È proprio su questo equilibrio mobile che il centrosinistra punta per tentare la difesa di Palazzo San Giorgio.

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