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il dramma

Dolore e sgomento al civico 13 di via Zanotti Bianco a Catanzaro. «Possiamo solo pregare»

Nel quartiere teatro della tragedia il ricordo di amici e conoscenti di Anna Democrito e della sua famiglia. «Erano amati da tutti»

Pubblicato il: 22/04/2026 – 14:11
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Dolore e sgomento al civico 13 di via Zanotti Bianco a Catanzaro. «Possiamo solo pregare»

CATANZARO Al civico 13 di via Zanotti Bianco a Catanzaro c’è un condominio di sei piani, di quelli classici abitati dalla “brava e buona e bella gente”, si sarebbe detto una volta. Al civico 13 di via Zanotti Bianco a Catanzaro ci sono una dozzina di citofoni e poi ce n’è uno che si legge a mala pena perché ormai sbiadito. È quello di casa T., la casa di Anna Democrito, la Oss 46enne che questa notte si è lanciata dalla finestra del terzo piano portando con sé in Paradiso due dei suoi tre figli mentre una terza è ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Pugliese. C’è silenzio, in via Zanotti Bianco a Catanzaro. Quartiere non centrale ma nemmeno periferico di Catanzaro, zona residenziale, un paio di officine, due bar, alcune stazioni di servizio, un esercizio di parrucchiere. Non c’è degrado. Ma oggi c’è tanto dolore. Anzi solo dolore. Tanti volti bassi, nessuna voglia di parlare davanti alla palazzina nella quale spunta una corona di fiori, discreta e struggente come la tristezza che afferra i vicini della famiglia di Anna Democrito. Il pensiero è ai tre piccoli, «piccoli gioielli», riesce a dire a malapena una dirimpettaia di Anna.

Le testimonianze

«Una famiglia schiva e tranquilla», la descrivono poi alcune amiche della donna appena uscite dalla “seconda casa” di Anna, la chiesa del Santissimo Salvatore, nella quale la comunità si è ritrovata e si è stretta insieme al parroco, don Vincenzo Zoccali, che ha subito celebrato il Rosario per le vittime e per stasera ha organizzato una veglia di preghiera. Perché Anna Democrito era una parrocchiana modello, una donna che aveva fatto della chiesa un altro tempio oltre a quello familiare. La conoscevano tutti, questa famiglia, e tutti la descrivono come una «bella famiglia, con quei tre bambini uno più bello dell’altro, soprattutto il neonato», dicono ancora alcune amiche. Negli ultimi tempi in tanti però si erano accorti di questo disagio che viveva Anna, una depressione post-parto direbbero gli esperti. Su questo nessuno però ha voglia di dilungarsi, si segue la raccomandazione di don Zoccali di vivere questo momento di sconforto infinito nel segno della fede, dell’amore e della preghiera, senza alcuna strumentalizzazione sia pure inconsapevole. Certo, si tocca con mano un dolore che prende al cuore, quello che trasmette una anziana suora della parrocchia Santissimo Salvatore. «Una famiglia sana, stavano sempre insieme», ricorda la suora che aggiunge: «Era sempre serena, disponibile. Solo cose belle si potevano dire di lei. Dopo il parto secondo me si è ammalata: la sanità dovrebbe seguire di più le persone che vivono questi momenti». Con la garanzia dell’anonimato, un’amica racconta Anna così: «Era una ragazza brava, sempre con il sorriso, che amava i propri figli e il marito Francesco. Era un piacere vederli insieme. E in parrocchia dimostrava una grande predisposizione al servizio, sempre pronta a dare una mano e a mettere ordine nelle nostre attività. Erano davvero amati da tutti. Oggi rimane solo tanto sgomento. Non mi spiego il perché. Non ho nessuna risposta. Posso solo pregare». Al civico 13 di via Zanotti Bianco a Catanzaro c’è una corona di fiori. Sono per una bella famiglia. (a. cant.)

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