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Ok della Camera al decreto sicurezza con 162 sì

Protesta delle opposizioni

Pubblicato il: 24/04/2026 – 12:34
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Ok della Camera al decreto sicurezza con 162 sì

ROMA Il decreto sicurezza è stato convertito in legge. L’Aula della Camera l’ha approvato con 162 voti favorevoli e 102 contrari ed un astenuto. Il testo è stato approvato dopo la fiducia e una maratona di due giorni che si è conclusa stamattina. In aula, ai banchi del governo, erano presenti il ministro degli Interni, Matteo Piantedosi ed il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini. Protesta all’approvazione definitiva del decreto. In aula le opposizioni hanno mostrato cartelli con la scritta “La nostra sicurezza è la Costituzione“.
Scintille tra maggioranza ed opposizioni anche sulla ricorrenza del 25 aprile. Agli esponenti delle minoranze, che hanno intonato “Bella ciao” poco prima del voto finale sul decreto Sicurezza, hanno replicato i rappresentanti del centrodestra. Il 25 aprile «non è la festa della sinistra, è la festa dell’Italia liberata, di tutti noi», ha segnalato nel suo intervento la deputata della Lega, Laura Cavandoli. Il deputato di Fratelli d’Italia, Gianfranco Rotondi, ha poi osservato: «Il gruppo di Fd’I partecipa con convinzione a questo rito che non è banale, ma che deve segnare l’unità della rappresentanza politica di questo Paese. Quella del 25 aprile è una festa che è stata istituita da Alcide De Gasperi per unire gli italiani e non per dividerli». Immediata la replica del deputato di Alleanza verdi e sinistra, Nicola Fratoianni: «L’unità è un valore molto importante. Sentire da un parlamentare di lunga storia come lei, onorevole Rotondi, che cantare “Bella ciao” è un atto divisivo rivela l’ipocrisia pelosa di questo Paese. “Bella ciao” è una canzone che viaggia sottobraccio all’inno nazionale perché l’antifascismo è la religione civile di questo Paese. Il 25 aprile è la festa più importante della Repubblica», ha detto il deputato di Alleanza verdi e sinistra, Nicola Fratoianni. Il parlamentare di Forza Italia, Luca Squeri, dal canto suo ha accusato le opposizioni di «spirito divisivo, fazioso»

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