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«Stasi non era sulla scena del crimine»

La nuova indagine punta su Andrea Sempio

Pubblicato il: 24/04/2026 – 9:50
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«Stasi non era sulla scena del crimine»

La Procura di Pavia si prepara a chiudere le indagini sul caso Garlasco. Dopo quasi un anno e mezzo di indiscrezioni, presunti scoop e smentite, gli inquirenti sono pronti a scoprire le carte dell’inchiesta riaperta attorno alla figura di Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi e nuovo indagato per il delitto del 13 agosto 2007. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, la notifica della chiusura delle indagini dovrebbe precedere – al netto dei tempi tecnici – la richiesta di rinvio a giudizio per Sempio. La Procura ritiene di aver raccolto elementi utili a sostenere l’ipotesi accusatoria davanti al Tribunale.
Il nuovo impianto investigativo, sviluppato anche dai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano, sarebbe concentrato esclusivamente su Sempio, che all’epoca aveva 19 anni. Nella ricostruzione dei magistrati, scrive ancora il Corriere della Sera, non sarebbero emersi elementi capaci di collocare sulla scena del delitto Alberto Stasi, l’ex fidanzato di Chiara condannato in via definitiva per l’omicidio. Alcuni nuovi accertamenti, anzi, sarebbero in contrasto con passaggi delle sentenze di condanna e potrebbero aprire la strada a una richiesta di revisione.
Restano fuori dall’inchiesta le piste che negli ultimi mesi hanno alimentato il dibattito televisivo: presunti festini, droga, partecipazione di più persone, riti satanici, gemelle Cappa e misteriosi suicidi in Lomellina. Ipotesi suggestive che, secondo gli inquirenti citati dal Corriere, non avrebbero alcun collegamento con la morte di Chiara Poggi. Le attività investigative sono ormai concluse con il deposito dell’informativa finale dei carabinieri e delle ultime consulenze tecniche. Tra queste, quella medico-legale affidata a Cristina Cattaneo, che avrebbe collocato l’orario del delitto tra le 10.30 e le 12, con maggiore probabilità tra le 11 e le 11.30. Tra gli accertamenti più rilevanti c’è anche la rilettura delle tracce genetiche da parte del professor Carlo Previderé. Il materiale biologico trovato sui pedali della bicicletta di Stasi – uno degli elementi valorizzati nella condanna – avrebbe dato un valore identico, fino ai decimali, a quello del cucchiaino usato da Chiara per la colazione. L’analisi della scena del crimine avrebbe inoltre escluso l’uso del lavabo del bagno al piano terra da parte dell’assassino.
Un quadro, dunque, destinato a riaprire il confronto giudiziario su uno dei delitti più discussi degli ultimi vent’anni.

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