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25 aprile

La liberazione, Togliatti e quell’appello sempre attuale

Il messaggio ai “fratelli in camicia nera”

Pubblicato il: 25/04/2026 – 15:41
di Mario Campanella
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La liberazione, Togliatti e quell’appello sempre attuale

Il 1936 Palmiro Togliatti rivolge un appello ai “fratelli in camicia nera”. Lo fa da esiliato dal fascismo e su questo lo storico Parlato scriverà un bellissimo libro.
«Voi che siete fascisti non siete nostri nemici naturali: il vero nemico è il sistema che vi sfrutta e vi usa», dice Il Migliore. E poi ancora. «Noi vi chiamiamo fratelli, perché siete figli del popolo come noi, perché lavorate come noi, perché soffrite come noi. Voi venite da una tradizione che non era solo reazione e difesa dei ricchi», aggiunge, parlando della nascita del fascismo il 1919. Nel 1944 con il regime caduto, Togliatti riprenderà quell’appello rivolgendosi alle masse fasciste. E da ministro della giustizia promuoverà l’amnistia il 1947. E’ indubbio che il grande leader comunista pensasse di recuperare alla sua posizione, riuscendoci in parte, tantissimi giovani fascisti che poi effettivamente (ne scrive Paolo Buchignani in un altro bellissimo saggio) aderiranno al Pci in funzione anti atlantica e antiamericana. Non poteva regalare ai cattolici la messa di consenso del regime. Vi riuscii in parte.

Ma in quei due appelli, soprattutto il primo, ribadendo la critica all’elite del regime, invita a una lotta comune contro le insidie del capitalismo che oggi, tempo in cui i fascisti di fatto non esistono e i comunisti sono spartiti, sembra quanto mai attuale.
Togliatti non aveva bisogno di definirsi antifascista, identità che non dice nulla. Era comunista, aveva una logica di apparato e di idee, di organizzazione dello Stato.
Il Migliore anticipa le conclusioni degli storici successivi, che Pietrangelo Buttafuoco, citando l’ultimo saggio di Luciano Violante, commenta intelligentemente: il fascismo aveva una radice di sinistra profonda. E seppure nelle compromissioni con la borghesia non poteva essere classificato di destra. Un equivoco che tarda a essere ancora chiarito. Violante spiega che tutti i fenomeni di destra che governano il mondo, da quella italiana a quella argentina, ai repubblicani americani, non c’entrano niente con il fascismo, come dimostra la stessa, tragica, fine del biennio di Salò nelle prospettive ideologiche.
.Attualizzare il messaggio di Togliatti, che era un comunista vissuto a Mosca ma che non avrebbe mai accettato l’invadenza sovietica nel contesto nazionale, significa anche aggiungere un contributo di pacificazione nella storia italiana. E a cercare le possibili ragioni di intesa nel mondo tra chi ha come obiettivo comune la giustizia sociale, il rifiuto del capitalismo come religione, la globalizzazione delle autarchie, il peso della ricchezza di pochi contro la povertà di molti, il dramma delle guerre iniziate e coltivate per profitto. Tutti argomenti dai quali purtroppo fatichiamo a liberarci.

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