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l’avvelenamento

Il “giallo” dei gatti avvelenati a Spilinga, una mattanza ancora senza risposte

Nelle ultime settimane sarebbero diverse le carcasse ritrovate dai cittadini. Nei giorni scorsi sono intervenuti anche Carabinieri e Vigili del Fuoco

Pubblicato il: 29/04/2026 – 19:16
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Il “giallo” dei gatti avvelenati a Spilinga, una mattanza ancora senza risposte

SPILINGA «A partire dal 17 aprile a Spilinga si verificarono stragi di gatti, io il 18 mi svegliai nei panni di un gatto investigatore», comincia così il racconto di un bambino, redatto a scuola. Studente che ha vissuto da protagonista i cruenti avvelenamenti di via Primo Maggio, a Spilinga, e non solo. Una vergogna pubblica senza fine, che ha generato un profondo sdegno e sgomento in una comunità che, già in passato, ha vissuto episodi simili. Anche in questo caso, l’avvelenamento è stato diffuso e sofisticatissimo. Ad oggi, non esiste un censimento esatto, ma sono molte le carcasse rinvenute dai vari cittadini.

Ricostruzione dei fatti

La vicenda ha inizio il 17 aprile in via Primo Maggio. Una mattinata di fuoco: persone sul posto, gatti con epistassi, rigidezza delle zampe posteriori, lacrimazione eccessiva, paralisi, difficoltà respiratorie. Le procedure sono state immediatamente attivate e per giorni, l’accalappiacani ha fatto avanti e indietro. I Carabinieri sul posto la mattina stessa. Un incubo, che non si è fermato lì. Nei giorni successivi le vie vicine al più importante focolaio, hanno iniziato a dare problemi: piazza Italia, via Ventiquattro Maggio, via Badoglio, via Cesare De Bartolis, largo Fratelli Bandiera. Due interventi dei Vigili del Fuoco per cercare di recuperare un felino, in evidente stato di malessere, con tutti i sintomi dei gatti coinvolti nella mattanza, primo dei quali il sangue da naso e bocca. A largo Fratelli Bandiera, la carcassa di un gatto nero, sparita prima che si potesse avviare la procedura, è stata avvistata tre giorni fa. Diversi volontari sono accorsi dalla provincia, tra cui l’associazione, Argo con la direttrice del canile di Vibo Valentia, Marika Barreca. E tutto questo, per giorni e giorni, poiché è stato un avvelenamento lungo. La sintomatologia avanzava con lentezza e i gatti aggravavano progressivamente.

Fatti pregressi

Non è la prima volta che Spilinga viene interessato da eventi criminali sugli animali. Lo scorso 25 settembre in una via diversa sono stati denunciati avvelenamenti, benché, in quel caso, i decorsi erano stati molti più veloci. Fatti atroci nel 2026, che raccontano di profondo degrado, ma anche di abbandono istituzionale. La via interessata dagli avvelenamenti di settembre non è mai  stata bonificata. Ad oggi il focolaio, dove sono state rinvenute carcasse visibili, in quanto nelle altre vie sono state seppellite, poiché non vi è conoscenza delle procedure pubbliche, appare recintato con la plastica, come fosse un cantiere. Per giorni nessun intervento è stato eseguito, solo l’altro ieri si è proceduto con la tagliatura dell’erba, come se fosse questa il problema. Durante le operazioni di falciatura, è stata rinvenuta un’altra carcassa semi putrefatta. Si teme per il veleno in circolo, problema serio per molti proprietari di gatti e cani, come si vocifera nei luoghi pubblici. Nessuna novità sullo stato delle indagini, rimane un giallo incomprensibile, quanto inquietante.

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