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Disabilità, il punto sulla riforma in Calabria. Straface: «Presto un accordo interistituzionale»

L’assessore regionale al confronto promosso dalla Cgil Area Vasta. Scalese: la riforma non deve restare sulla carta, ma tradursi in diritti effettivi

Pubblicato il: 30/04/2026 – 13:06
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Disabilità, il punto sulla riforma in Calabria. Straface: «Presto un accordo interistituzionale»

CATANZARO «La riforma sulla disabilità, introdotta dal decreto legislativo 62 del 2024, segna una trasformazione profonda del welfare calabrese: si passa da un sistema frammentato a uno unitario che mette al centro la persona, attraverso valutazioni multidimensionali e un progetto di vita costruito sui bisogni reali». Lo ha detto l’assessore regionale al Welfare, Pasqualina Straface, intervenendo a un incontro sul tema della riforma della disabilità promosso dalla Cgil Area Vasta a Catanzaro. Al tavolo per un confronto ad ampio raggio diversi attori istituzionali coinvolti nell’attuazione della riforma.

L’intervento dell’assessore Straface

«La Calabria – ha aggiunto l’assessore Straface – ha avviato la sperimentazione a Catanzaro ed è oggi l’unica regione ad averla estesa a tutte le province, una scelta di responsabilità per governare il cambiamento. Lo abbiamo fatto definendo indirizzi e linee guida per il progetto di vita, il funzionamento delle unità multidimensionali e dei punti unici di accesso, garantendo uniformità sul territorio. Il progetto di vita si fonda sulla valutazione multidimensionale e supera un approccio solo sanitario, includendo salute, autonomia, contesto familiare e opportunità di inclusione sociale, lavorativa e abitativa. A breve – ha annunciato l’assessore regionale – approveremo un accordo interistituzionale con tempi e responsabilità definiti, coinvolgendo tutti gli attori — Regione, ambiti sociali, sanità, scuola, centri per l’impiego e terzo settore — perché la riforma non deve gravare sulle famiglie ma essere sostenuta da una responsabilità condivisa. Infine – ha rimarcato Straface – è in definizione un piano regionale di formazione, già presentato al Ministero, con risorse dedicate per qualificare operatori e accompagnare concretamente questa trasformazione».

L’intervento dei vertici della Cgil

Il segretario della Cgil Area Vasta, Enzo Scalese, ha spiegato che l’incontro è stato convocato «perché per noi la riforma della disabilità, avviata dal 1° gennaio 2025 e sperimentata soprattutto nella provincia di Catanzaro, rappresenta un passaggio cruciale. Siamo qui per discutere nel merito gli effetti prodotti, le criticità emerse e i percorsi che ancora non sono partiti. Parliamo di inclusione e della necessità di mettere insieme tutte le azioni, coinvolgendo Inps, Asp, Ispettorato del Lavoro e Regione Calabria. Non basta approvare riforme: occorre calarle nei territori e garantire servizi concreti, integrazione e veri progetti di vita. Un tema centrale – ha sostenuto poi Scalese – è anche il lavoro, in particolare il collocamento mirato: dobbiamo capire come trasformare le misure in opportunità reali, soprattutto in una regione come la Calabria, segnata da difficoltà quotidiane, affinché ogni persona possa realizzare un progetto di vita dignitoso. Abbiamo promosso questo confronto per portare avanti un ragionamento condiviso: la riforma non deve restare sulla carta, ma tradursi in diritti effettivi, oggi ancora carenti in ambiti come sanità, istruzione, formazione e trasporti. Lo spirito è costruire un percorso comune: evidenziare le criticità, ma allo stesso tempo unire le forze con tutti gli attori coinvolti, per proseguire da oggi un cammino fondamentale che garantisca dignità e inclusione alle persone per cui siamo qui». Il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, ha a sua volta osservato: «Vogliamo ribadire che ci siamo. Non siamo gli unici attori, ma vogliamo contribuire a un percorso che metta al centro il progetto di vita. In questo rientrano assistenza, lavoro e ‘dopo di noi’ per le famiglie. Siamo pronti al confronto e avanzeremo proposte concrete, ma chiediamo alla Regione, che deve coordinare, di coinvolgere davvero i soggetti interessati: il livello intermedio è fondamentale per costruire provvedimenti efficaci. Le priorità sono chiare: assistenza e supporto alle famiglie, lavoro — con un collocamento mirato che oggi resta poco applicato, soprattutto nella nostra regione — e la garanzia di una piena partecipazione alla vita sociale. Parliamo di persone che possono dare un contributo importante e possiedono una forza comunicativa straordinaria».

L’intervento di Greco

A portare il proprio contributo anche il direttore dell’Inps Calabria, Giuseppe Greco: «La Calabria è l’unica regione in Italia ad aver scelto di entrare completamente nella sperimentazione e, dal 1° marzo, tutte le province stanno operando secondo la nuova normativa sulla disabilità. Questa scelta, accolta favorevolmente anche dalla Ministra Locatelli, nasce dall’esperienza già avviata a Catanzaro e da una specificità regionale: da oltre dieci anni l’Inps gestisce direttamente attività che altrove sono in capo alle aziende sanitarie. Questo ci ha avvantaggiato, perché la riforma affida proprio all’Inps la valutazione di base. La riforma prevede infatti due fasi: una prima valutazione medico-legale dell’Inps e, su richiesta dell’interessato, una valutazione multidimensionale affidata agli ambiti territoriali per costruire un progetto di vita personalizzato. Ed è qui – ha spiegato Greco – che registriamo ancora difficoltà, perché non si tratta solo di valutazioni sanitarie, ma di comprendere i bisogni reali delle persone. Va però sottolineato che, sulla valutazione di base, la Calabria oggi ha i migliori tempi in Italia: non è più fanalino di coda, ma una realtà di riferimento nazionale. Proprio per questo, stiamo valutando — anche su richiesta della Regione — la possibilità che l’Inps supporti temporaneamente anche la fase multidimensionale, per sopperire alla carenza di figure e gestire i picchi iniziali, attraverso una specifica convenzione». (c. a.)

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