Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 11:07
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

tra emergenza e diplomazia

Medici cubani in Calabria, il braccio di ferro Usa-Regione è un capitolo chiuso?

Dopo settimane di tensione diplomatica, si raffredda il confronto con Washington. Occhiuto conferma la necessità del contributo dei sanitari dell’Avana per evitare tagli e chiusure

Pubblicato il: 04/05/2026 – 10:01
di Clemente Angotti
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Medici cubani in Calabria, il braccio di ferro Usa-Regione è un capitolo chiuso?

Il conflitto scatenato nel bollente scacchiere mediorientale da Usa e Israele contro l’Iran – che nelle intenzioni soprattutto dell’inquilino della Casa Bianca sarebbe dovuto finire in pochi giorni e che invece si sta protraendo con non pochi problemi su scala mondiale – ha molto probabilmente contribuito a mettere in ‘stand by’ la pretesa di Donald Trump (o di chi per lui) sulla Calabria, rea di essersi affidata ai medici caraibici arrivati qui in circa 400 per lenire la carenza di laureati in gran parte delle strutture ospedaliere calabresi. Giorni fa, dopo settimane di oblio, Occhiuto ne ha riparlato su Radio 1 nel corso della trasmissione ‘Un giorno da pecora’, ribadendo che, senza l’apporto dei sanitari cubani, la Regione non avrebbe avuto alternativa alla chiusura di alcuni nosocomi o servizi. In molti, però, allentatasi la tensione dei primi momenti, continuano a chiedersi se il tentativo statunitense sia stato scongiurato o se davvero si dovrà assistere ad un braccio di ferro, una sfida impari, tra gli emissari dell’inquilino della Casa bianca e il presidente della Regione.
Fino a qualche mesetto fa, infatti, non sembrava davvero intenzionato a tornare sui suoi passi l’uomo più potente del mondo, in relazione all’ipotesi di ‘fine corsa’ per i medici in trasferta da l’Avana impegnati ormai da qualche anno nella trincea sanitaria calabrese; così come, per la verità, non si era mostrato meno determinato lo stesso Occhiuto deciso ad opporsi ai diktat d’Oltreoceano. Dopo avere ricevuto alla Cittadella l’ambasciatore Mike Hammer per discutere della questione, evidentemente indigesta per il governo a stelle e strisce, il presidente della Regione aveva accolto nella sede del governo regionale anche il rappresentante diplomatico del paese caraibico a Roma Jorge Luis Cepero Aguilar. Le due distinte consultazioni avevano lasciato sostanzialmente invariata la situazione.
“I medici cubani che lavorano negli ospedali in Calabria restano”, aveva sentenziato Occhiuto dopo la visita in momenti diversi di Hammer e Aguilar. “Ho ricevuto l’ambasciatore caraibico su sua richiesta – aveva poi aggiunto – e ho ritenuto giusto accoglierlo perché in Calabria da diversi anni operano molti medici cubani che offrono un’assistenza sanitaria di alta qualità e supportano numerosi pronto soccorso. In precedenza avevo ricevuto anche il console americano e i rappresentanti dell’ambasciata, i quali chiedevano sostanzialmente di porre fine a questo programma. Ho spiegato loro che i bisogni di salute dei calabresi vengono prima di ogni altra considerazione”.
E se il tycoon statunitense, alle prese adesso con mille emergenze interne ed internazionali, che ne hanno fatto colare a picco la popolarità, si dovesse confermare pronto ad alzare la posta per aggiungere un elemento ulteriore alla strategia in atto per strozzare l’economia dell’isola centro americana. A questa domanda, dalla cittadella regionale si assicura che si è pronti controbattere ribadendo che dell’apporto dei sanitari centroamericani non si può rinunciare, a meno che gli states (cosa molto poco probabile) non forniscano dei professionisti in grado di evitare la chiusura di diverse strutture ospedaliere, soprattutto quelle posizionate nelle aree più periferiche e distanti dalle principali realtà urbane. Di positivo c’è, al momento, che le preoccupazioni ingenerate solo qualche mese addietro paiono ormai destinate a scemare. Al contrario, purtroppo, della crisi strutturale della sanità nel suo complesso – settore su cui Roberto Occhiuto ha puntato molte delle sue carte e rispetto al quale rinnova il proprio impegno dopo la cancellazione del commissariamento e le sfide legate al piano di rientro – che rimane ancora, ahinoi, un nodo sostanzialmente irrisolto.

Il Corriere della Calabria è anche su Whatsapp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x