Emergenza carceri in Calabria, Penna: «Non è più accettabile un approccio schizofrenico e contraddittorio»
«Il rapporto della Garante evidenzia un sovraffollamento superiore alla media nazionale, celle con brandine sovrapposte, carenze strutturali»

COSENZA La denuncia della Camera Penale di Cosenza e il recente monitoraggio svolto dal Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale, Emilia Corea, restituiscono un quadro estremamente grave delle condizioni della Casa Circondariale di Cosenza, confermando criticità che da anni vengono segnalate da noi penalisti senza adeguate risposte istituzionali. Il rapporto della Garante evidenzia un sovraffollamento superiore alla media nazionale, celle sovraccariche con brandine sovrapposte, gravi carenze strutturali, problematiche sanitarie e psichiatriche e, soprattutto, la permanenza delle schermature in plexiglass alle finestre delle celle, che limitano aria e luce naturale. Quella dei plexiglass rappresenta una vera forma di tortura, denunciata dalla sottoscritta già dal 2021 quale componente prima e, successivamente, responsabile dell’Osservatorio Carcere della Camera Penale di Cosenza, in quanto condizione incompatibile con la dignità umana.
Si tratta, infatti, di una realtà che conosco e seguo da tempo, ben prima del mio attuale ruolo istituzionale. Insieme alla Camera Penale di Cosenza e all’Osservatorio Carcere, abbiamo svolto continui accessi, monitoraggi e denunce pubbliche sulle condizioni detentive del carcere di Cosenza, spesso nel silenzio generale della politica e delle istituzioni. Il 15 agosto 2021 effettuammo un accesso ispettivo all’interno dell’istituto penitenziario, riscontrando criticità che ancora oggi permangono. Quale consigliere comunale e Presidente della Commissione Legalità del Comune di Cosenza, ho dunque fortemente voluto l’istituzione del Garante comunale dei detenuti, inspiegabilmente inesistente in una città come Cosenza prima dell’amministrazione guidata dal Sindaco Franz Caruso, e oggi finalmente operativo. Farò dunque accesso presso la Casa Circondariale di Cosenza insieme ai colleghi penalisti il prossimo 25 maggio, nell’esercizio delle prerogative connesse al mio ruolo istituzionale e nella continuità di un impegno che porto avanti da anni come avvocato penalista.
Mi auguro che tutti i parlamentari calabresi partecipino all’accesso, così come auspicato con forza dal Presidente della Camera Penale di Cosenza, avvocato Roberto Lepera, con uno spirito realmente fattivo e coerente con i principi costituzionali che devono guidare l’azione politica e istituzionale sul tema carcerario, e non in un’ottica occasionale o di mera presenza mediatica. Non è più accettabile un approccio schizofrenico e contraddittorio: da un lato la visita, le dichiarazioni e le immagini, dall’altro scelte legislative e politiche che spesso vanno nella direzione di un inasprimento del sistema sanzionatorio e di un aumento della pressione detentiva. È una contraddizione evidente che finisce per scaricare sugli istituti penitenziari le conseguenze di decisioni politiche distanti dalla realtà. Non si può neppure continuare a rinviare interventi strutturali, aspettando che l’emergenza, già ampiamente preannunciata, si trasformi nell’ennesima esplosione delle condizioni di invivibilità che con l’arrivo della stagione estiva diventeranno ancora più gravi. Sarebbe inaccettabile che una situazione ampiamente prevedibile venga poi utilizzata come giustificazione per nuovi ampliamenti del sistema penitenziario, invece di affrontarne per tempo le cause.
Il carcere non è un luogo di scarto sociale né un contenitore dove relegare ciò che la società non vuole vedere. I detenuti sono persone, e come tali titolari di diritti inviolabili. La funzione dello Stato non è quella di nasconderli, ma di garantire che anche la privazione della libertà avvenga nel rispetto della dignità umana, come imposto dalla Costituzione. (redazione@corrierecal.it)
*Avvocato e criminologa
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato