Rinascita-Scott, l’appello bis dopo gli annullamenti: condanne fino a 20 anni – I NOMI
La Corte d’Appello di Catanzaro ridetermina le pene dopo il rinvio della Cassazione. La pena più alta per Luciano Macrì

CATANZARO Nuova sentenza nel troncone abbreviato di Rinascita-Scott. La Corte d’Appello di Catanzaro (Seconda sezione penale) ha rideterminato le pene nei confronti di numerosi imputati dopo il rinvio disposto dalla Corte di Cassazione con la sentenza del 22 maggio 2025. Un passaggio processuale arrivato a seguito dell’annullamento della precedente decisione d’appello del 30 ottobre 2023, limitatamente ad alcuni profili, tra cui l’aggravante prevista dal comma 6 dell’articolo 416 bis per tutti gli appellanti. Il nuovo dispositivo, firmato oggi a Catanzaro, ridisegna dunque il quadro sanzionatorio per il troncone celebrato con rito abbreviato del maxi-processo nato dall’inchiesta della Dda di Catanzaro contro la ’ndrangheta vibonese.
Le pene
La pena più alta è stata rideterminata per Luciano Macrì, condannato a 20 anni di reclusione. Seguono Domenico Macrì, con 15 anni e 2 mesi, Pasquale Gallone, con 14 anni e 10 mesi, e Francesco Antonio Pardea, con 14 anni e 8 mesi. Per Domenico Pardea la pena è stata rideterminata in 12 anni. Condanna a 11 anni e 10 mesi per Luca Belsito; 11 anni e 4 mesi per Domenico Camillò, Giuseppe Lopreiato, Michele Pugliese Carchedi e Michele Dominello. La Corte ha rideterminato inoltre le pene per Filippo Di Miceli e Sergio Gentile in 10 anni e 8 mesi; per Carmelo Salvatore D’Andrea e Filippo Orecchio in 10 anni; per Carmelo Chiarella in 9 anni e 8 mesi; per Gregorio Gioffè e Giovanni Claudio D’Andrea in 9 anni e 4 mesi. Condanna a 8 anni e 8 mesi per Raffaele Antonio Giuseppe Barba, Nazzareno Franzè, Paolo Carchedi e Francesco Gallone. Otto anni di reclusione per Nicola Lobianco, Michele Manco, Salvatore Lo Bianco, Domenico Cracolici, Domenico Prestia e Salvatore Morgese. Pene più basse per Pasquale Antonio D’Andrea, condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione e 6.667 euro di multa, e per Cristiano Gallone, condannato a 3 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione e 4mila euro di multa.
Il processo
La sentenza arriva dopo la decisione della Cassazione che, nel maggio dello scorso anno, aveva disposto una “pioggia” di annullamenti e rideterminazioni nel troncone abbreviato del processo, con particolare riferimento alla caduta dell’aggravante del reimpiego dei proventi illeciti per numerosi imputati.