Dalla ‘ndrangheta al riciclaggio: a Palermo vertice contro il crimine globale
Vertice ispirato al metodo Falcone: magistrati da tutto il mondo a confronto

PALERMO La diplomazia giuridica contro il crimine trasnazionale è stata al centro degli incontri di coordinamento investigativo, nel palazzo di giustizia a Palermo, in onore del giudice Giovanni Falcone, assassinato con la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta nella strage di Capaci del ’92, dal titolo “Cooperazione giudiziaria internazionale e processi di integrazione delle organizzazioni criminali transnazionali: analisi e prospettive di lavoro”. L’iniziativa, promossa ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo con l’Istituto italo latino americano (Iila), ha confermato la centralità del metodo italiano nel contrasto alle reti criminali globali. Ai lavori hanno partecipato rappresentanti della magistrature inquirenti di numerosi Paesi e i procuratori distrettuali antimafia di diverse sedi nazionali, che si sono confrontati sull’espansione delle mafie albanesi, sulla proiezione in Europa delle reti criminali latinoamericane, sulle ramificazioni della ‘ndrangheta in America Latina e sulle nuove forme di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Particolare rilievo ha assunto la sezione speciale organizzata dal ministero degli Esteri con l’ufficio delle Nazioni unite contro la droga e il crimine (Unodc) sulla gestione destinazione e riutilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata e alla corruzione che ha riaffermato il valore del modello italiano, che non si limita a sottrarre ricchezza alle mafie, ma mira a restituirla alle comunità. E’ stato illustrato il rapporto Onu sul crimine organizzato transnazionale che statuisce che il numero delle morti violente derivanti dal crimine organizzato è pari a quello dovuto alle guerre.
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