Ciucci: «Noi estranei, Saccomanno non rappresentava la società»
L’ad ribadisce la posizione sull’inchiesta

«La società è totalmente estranea alle indagini in corso e il Consigliere di amministrazione Saccomanno non ha alcuna delega né poteri di rappresentanza della società». Così l’amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci, intervenuto a L’aria che tira su La7, insieme ad Angelo Bonelli. «Dall’avvocato Saccomanno non ho mai ricevuto comunicazioni o avuto interlocuzioni connesse all’oggetto dell’inchiesta – scrive Ciucci in una nota -. Peraltro, Saccomanno era membro designato dalla Regione Calabria e, al rinnovo del Cda avvenuto lo scorso 29 aprile, era stato sostituito».
«Grande attenzione alla prevenzione della corruzione»
«L’art. 5 del D.lgs. 231/01, citato da Bonelli, prevede, tra l’altro, che l’ente non risponda se il soggetto che ha commesso il reato ha agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi. Inoltre, ai sensi dell’art. 6 del medesimo Decreto, l’ente non risponde se il reato è stato commesso eludendo fraudolentemente il modello di organizzazione e di gestione della Società (Modello 231). La Stretto di Messina – aggiunge – ha dedicato grande attenzione all’introduzione di un articolato sistema di prevenzione della corruzione attraverso l’implementazione del Framework Unico Anticorruzione (comprendente il Modello 231, il Codice Etico e le Misure Integrative Anticorruzione) nonché mediante la realizzazione di un percorso formativo esteso a tutto il personale. Particolare attenzione è stata riservata ai componenti del Consiglio di Amministrazione, coinvolti in specifiche attività formative dedicate agli Organi Sociali, a conferma della centralità che la cultura della trasparenza e dell’integrità riveste per l’organizzazione e del costante presidio di tali principi nello svolgimento delle attività aziendali».
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