Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 20:08
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 6 minuti
Cambia colore:
 

Il vertice

Tajani porta a Reggio gli addetti scientifici italiani nel mondo: «Questa città ha una dimensione mediterranea»

A novembre la città ospiterà la conferenza della Farnesina con gli esperti di scienza, spazio e agricoltura nelle ambasciate italiane. Cannizzaro: «Un fatto storico, saremo al cospetto del mondo»

Pubblicato il: 06/07/2026 – 19:49
di Paola Suraci
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo
Tajani porta a Reggio gli addetti scientifici italiani nel mondo: «Questa città ha una dimensione mediterranea»

REGGIO CALABRIA Sotto il soffitto affrescato della Fata Morgana, nella sala “Mons. Ferro” di Palazzo Alvaro, oggi si è consumata una scena che pochi mesi fa sarebbe sembrata impensabile: il ministro degli Esteri Antonio Tajani seduto accanto al neosindaco Francesco Cannizzaro, con l’intera giunta municipale schierata ad ascoltare l’annuncio che proietta Reggio Calabria sulla mappa della diplomazia scientifica internazionale. La città dello Stretto ospiterà, a novembre – la data esatta sarà comunicata più avanti – la Conferenza degli addetti scientifici e spaziali e degli esperti agricoli, l’appuntamento che riunisce i cinquanta rappresentanti scientifici italiani sparsi nelle ambasciate di tutto il mondo.

La scelta di Reggio

«La città di Reggio Calabria, che è una delle grandi città del Mediterraneo, non può non avere questa dimensione», ha esordito Tajani, ricordando come il capoluogo dello Stretto abbia già ospitato il G7 del Commercio estero. «Credo sia giusto che questa terra sia valorizzata e possa attrarre, grazie alla propria bellezza e alle proprie intelligenze, eventi internazionali che favoriscano la crescita economica ma anche la crescita di intelligenza nella ricerca e nell’innovazione». Il ministro ha rivendicato la scelta come coerente con un metodo adottato fin dal suo insediamento alla Farnesina: «Ho deciso di non avere una visione romanocentrica degli eventi che organizziamo. Ogni anno riuniamo, per dare indicazioni sul da farsi, gli addetti dei vari settori: gli addetti culturali, in questo caso gli addetti scientifici, agricoli e spaziali. Sono figure nominate dal ministro, provengono da amministrazioni diverse, lavorano all’interno dell’ambasciata e tutelano un interesse nazionale in settori specifici».

Il ruolo degli addetti scientifici

Sono cinquanta, ha spiegato Tajani, distribuiti in diverse sedi del mondo: dodici in America, cinque in Africa, dieci in Asia, venti in Europa, tre nell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente. «Sono selezionati tra ricercatori, dirigenti di ricerca e professori dei principali enti di ricerca e delle università italiane e svolgono un ruolo importantissimo: tengono i contatti con il mondo scientifico, preparano gli accordi internazionali, attirano investimenti e collaborazione scientifica. Una grande opportunità anche per promuovere la ricerca congiunta attraverso protocolli bilaterali di cooperazione scientifica e tecnologica e partenariati tra istituzioni scientifiche dei due Paesi». Gli addetti, ha aggiunto, mantengono anche i rapporti con le comunità di ricercatori italiani nel mondo, «per far sentire legata la madrepatria e per fare in modo che magari ritornino a offrire il loro sapere alle nostre università e alle nostre istituzioni», oltre a garantire un costante monitoraggio delle politiche di ricerca e innovazione dei Paesi dove sono accreditati.

Ricerca, innovazione e formazione

Sul valore strategico dell’iniziativa, il ministro non ha usato mezzi termini: «In questo momento siamo assolutamente convinti che senza ricerca, senza innovazione e senza formazione non ci sia possibilità di competere a livello globale. Rimaniamo indietro se non puntiamo su questi tre elementi, che sono legati fra loro. In occasione dei tre giorni di lavoro che si svolgeranno qui a Reggio, daremo indicazioni ai nostri esperti sulle cose da fare, li ascolteremo e offriremo loro la possibilità di confrontarsi con realtà italiane vere, non soltanto con il Cnr di Roma o con l’università di Roma. Siamo stati a Torino, siamo stati a Padova, l’anno scorso eravamo a Napoli e quest’anno saremo a Reggio Calabria». Un ringraziamento, infine, al rettore Giuseppe Zimbalatti, «perché guida tutte le università della Calabria e potrà coinvolgerle tutte in un confronto».

Cannizzaro: «Un fatto storico»

«Organizzare la prima conferenza degli addetti scientifici, spaziali e degli esperti agricoli a Reggio Calabria è un fatto storico, un fatto particolarmente bello, che il sindaco accoglie con viva soddisfazione. Credo che ogni singolo cittadino e ogni singola categoria di questa città ne debba essere orgoglioso», ha detto Cannizzaro. Un palcoscenico internazionale, ha sottolineato il primo cittadino, paragonabile a quello del G7: «La nuova geopolitica si scrive con la scienza, lo spazio e l’intelligenza artificiale: ce lo impone ormai la modernità dell’era globale. Reggio oggi è chiamata a una grande sfida nell’accogliere questa iniziativa, perché sarà palcoscenico internazionale nel ricevere cinquanta scienziati che, nel mondo dell’agricoltura e della scienza, verranno a Reggio a lavorare, a operare, a confrontarsi anche con le realtà formative della nostra città, a partire dall’Università Mediterranea di Reggio Calabria».

Agroalimentare, export e cambiamenti climatici

Il sindaco ha collegato l’iniziativa anche al tessuto produttivo del territorio: «Quando penso agli scienziati e agli esperti del settore agroalimentare, penso a tutti i nostri imprenditori, soprattutto a coloro che esportano moltissimo dalla nostra provincia, e mi soffermo solo sulla nostra area provinciale. Svolgono un lavoro significativo, contribuendo in maniera importante a un dato che rende soddisfatto il Paese: l’export agroalimentare vale 650 milioni di euro, e gran parte di questo dato è dettato dal Sud. Vi posso assicurare che, all’interno di questa cornice del Sud del Paese, la Calabria si è ritagliata un contributo molto significativo rispetto all’esportazione dei nostri prodotti». Ma non basta, ha avvertito il sindaco, richiamando l’emergenza climatica: «Oggi facciamo i conti con un clima che sta cambiando, penso al problema della siccità. Tanti agricoltori delle nostre montagne, delle nostre colline, delle nostre periferie manifestano alle istituzioni, anche a me, in queste settimane, nella qualità di sindaco: quando ho incontrato qualche associazione di categoria, mi hanno posto proprio l’accento su questa questione».
Da qui l’auspicio che la conferenza diventi anche un laboratorio di analisi: «Credo che l’occasione della conferenza degli esperti e degli scienziati a Reggio Calabria sarà anche una grande occasione per studiare questo tipo di fenomeni. Ci avvarremo del sostegno totale dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria, ma ritengo di tutte le università della Calabria. Sarà un’iniziativa che richiamerà i media internazionali: saremo al cospetto del mondo».

Dal vertice internazionale al primo Consiglio comunale

Subito dopo la conferenza stampa, il ministro Tajani, il sindaco Cannizzaro e l’intera giunta si sono spostati all’Arena dello Stretto, dove si è tenuto il primo Consiglio comunale dell’era Cannizzaro: un doppio appuntamento, nello stesso giorno, che ha unito la proiezione internazionale della città alla partenza ufficiale della nuova stagione amministrativa. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x