«Ci voleva la ’ndrangheta». La Curva Nord da blindare e la pezza “Africo” sullo striscione nel racconto di Ferdico
Il pentito racconta il timore di perdere il controllo dopo l’omicidio Boiocchi, il contatto con Salvatore Nucera e la proposta da 100mila euro a stagione. Beretta, però, avrebbe rifiutato

MILANO Prendere la Curva Nord non bastava. Perché dopo l’omicidio orchestrato ai danni di Vittorio Boiocchi, il problema era soprattutto conservarne il controllo. Come? Evitando eventuali ingerenze, trovando protezioni, ma anche cerando di capire chi potesse garantire la tenuta del nuovo assetto. A riferirlo è stato Marco Ferdico, l’ex ultrà dell’Inter ora collaboratore di giustizia. È proprio dentro questa paura che il collaboratore colloca uno dei passaggi più significativi dell’interrogatorio reso il 22 giugno 2026 davanti ai pm Paolo Storari, Stefano Ammendola e Giovanni Musarò: il contatto con il barbiere Salvatore Nucera, la richiesta da 100mila euro e perfino l’idea di mettere sulla Curva Nord una pezza con scritto «Africo».

Marco Ferdico, classe 1985, è considerato uno degli ex riferimenti della Curva Nord dell’Inter. Il suo nome è emerso nell’inchiesta “Doppia Curva”, che ha ricostruito il sistema di affari e rapporti criminali attorno al tifo organizzato di Inter e Milan. Nel 2025 è stato condannato in abbreviato nel filone sulla curva interista per associazione a delinquere aggravata dall’agevolazione mafiosa. Ferdico è inoltre imputato nel processo per l’omicidio di Vittorio Boiocchi, storico capo ultrà nerazzurro ucciso il 29 ottobre 2022 sotto casa, a Milano. Ora la scelta di collaborare con la giustizia.
Il problema del “dopo Boiocchi”
Ma andiamo con ordine. Marco Ferdico lo dice parlando dei suoi timori per il controllo della curva. Perché una volta ucciso Boiocchi, racconta, il gruppo avrebbe avuto bisogno di essere protetto «da ingerenze esterne di qualsiasi tipo». La preoccupazione viene condivisa con Idà e Monardo, ma anche con il barbiere Salvatore Nucera, indicato nel verbale come uno dei soggetti sondati per garantirsi una futura copertura. Secondo il collaboratore, Nucera sarebbe stato avvisato prima dell’omicidio. «Gli è stata esposta questa cosa come per dire: “Ma secondo voi poi viene qualcuno sotto per prendersi la Curva?”», racconta Ferdico. La risposta, secondo il suo racconto, sarebbe stata rassicurante: «Tu fai quello che devi fare, che comunque poi non rimani scoperto».
I 100mila euro e il rifiuto
Il punto economico emerge subito dopo. Ferdico riferisce che Nucera gli avrebbe detto che, per quella protezione, il costo sarebbe stato di 100mila euro all’anno. Nella verbalizzazione successiva, il passaggio viene sintetizzato nella formula dei 100mila euro a stagione. Il collaboratore sostiene di aver rifiutato quella richiesta: non avrebbe mai dato una cifra del genere. A Nucera, dice, avrebbe al massimo potuto garantire «un fisso di 3/4mila euro al mese». Il senso, però, resta chiaro: nel racconto di Ferdico, la gestione della Curva Nord dopo Boiocchi non era soltanto una questione di stadio, ma anche di coperture, rapporti e protezioni criminali.
La pezza «Africo»
Dal racconto dell’ex ultrà nerazzurro, però, emerge un altro aspetto legato all’idea di portare un simbolo calabrese direttamente dentro la scenografia della Curva Nord. «Io nella mia megalomania gli avevo detto anche che mettevamo sopra lo striscione Curva Nord una pezza con scritto “Africo”», dice ai pm. Una frase che pesa più di molte spiegazioni e che certificherebbe l’idea di esibire un riferimento territoriale calabrese nello spazio simbolico della curva interista. Un segnale, almeno nella lettura del collaboratore, destinato a evocare forza, appartenenza e capacità di copertura.
Il no di Beretta
Ferdico racconta di aver parlato a Beretta sia del barbiere sia della proposta ricevuta. Beretta, però, secondo il pentito, avrebbe risposto di no. Non voleva «situazioni di questo tipo». Avrebbe indicato un’altra strada, quella di un politico di estrema destra soprannominato «il principe», identificato da Ferdico in Matteo Costacurta. (g.curcio@corrierecal.it)
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