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“Chain smoking”

Contrabbando di sigarette, scoperte cinque fabbriche clandestine

23 misure e sequestri per 140 milioni

Pubblicato il: 01/08/2026 – 9:45
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TORINO Ventitré misure cautelari, cinque fabbriche clandestine e due depositi scoperti tra Torino e l’hinterland, oltre a sequestri preventivi per quasi 140 milioni di euro. È il bilancio dell’operazione “Chain smoking”, condotta dalla Guardia di finanza e dai carabinieri sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torino contro un’associazione per delinquere di carattere transnazionale ritenuta dedita al contrabbando di tabacchi lavorati, alla produzione illegale di sigarette e alla contraffazione. Il gip del Tribunale di Torino ha disposto quattro custodie cautelari in carcere, un arresto domiciliare e diciotto obblighi di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria. Gli indagati, provenienti da Moldavia, Romania, Bulgaria e Ucraina, avrebbero costituito un’organizzazione strutturata capace di gestire l’intera filiera clandestina: dall’approvvigionamento del tabacco alla produzione e al confezionamento delle sigarette contraffatte, fino alla distribuzione sui mercati illegali, soprattutto nei Paesi del Nord Europa.

Cinque fabbriche nascoste nelle aree industriali

L’inchiesta è stata sviluppata dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Torino e dalla Compagnia carabinieri di Venaria Reale. Le indagini avevano consentito di individuare cinque opifici occulti destinati alla produzione illegale di sigarette e due depositi utilizzati per lo stoccaggio del materiale. Le fabbriche erano state mimetizzate all’interno di aree industriali e risultavano dotate di vere e proprie linee produttive, con costosi macchinari, apparati e strumenti tecnologici per l’assemblaggio e il confezionamento dei pacchetti. Gli impianti erano dislocati nella zona settentrionale di Torino, tra i quartieri Madonna di Campagna, Barca e Rebaudengo, e nei comuni di Caselle Torinese, Venaria Reale e Avigliana.

Sequestrate 230 tonnellate di tabacco

Nel corso degli interventi erano state sequestrate oltre 230 tonnellate di tabacco lavorato proveniente da Paesi esterni all’Unione europea e 22 tonnellate di sigarette, in gran parte già confezionate e pronte per essere immesse sul mercato. Sotto sequestro anche quasi 538 milioni di componenti utilizzati per la produzione: filtri, cartine, cartoncini per il packaging e altro materiale destinato alla realizzazione di pacchetti con i marchi contraffatti di noti brand del settore. Le perizie effettuate su alcune delle linee di assemblaggio hanno permesso di ricostruire la capacità produttiva degli stabilimenti clandestini. Secondo le stime, l’organizzazione sarebbe stata in grado di produrre agevolmente fino a 48mila pacchetti di sigarette al giorno.

Almeno 35 milioni di pacchetti sul mercato

Gli investigatori ritengono che durante il periodo di attività siano stati immessi sul mercato illegale almeno 35 milioni di pacchetti, equivalenti a circa 700 tonnellate di prodotto. Un quantitativo che avrebbe generato guadagni stimati in non meno di 175 milioni di euro, attraverso la commercializzazione delle sigarette soprattutto nei Paesi del Nord Europa. L’evasione dell’accisa sui tabacchi è stata quantificata in circa 112 milioni di euro, ai quali si aggiungono altri 28 milioni di Iva. Sulla base del quadro indiziario ricostruito e delle richieste formulate dalla Procura, il gip ha riconosciuto la sussistenza delle esigenze cautelari nei confronti dei presunti componenti dell’associazione e disposto il sequestro dei profitti, dei mezzi e dei beni che sarebbero stati impiegati nelle attività illecite.

Sequestrati immobili, camion, orologi e diamanti

L’esecuzione del provvedimento ha richiesto l’impiego coordinato di oltre 130 militari della Guardia di finanza e dell’Arma dei carabinieri. Le attività di ricerca patrimoniale hanno consentito di sottoporre a sequestro automezzi, autoarticolati, macchinari, beni immobili e disponibilità finanziarie. Tra i beni finiti sotto sequestro figurano anche orologi di marche prestigiose e diamanti. Il valore complessivo del provvedimento patrimoniale sfiora i 140 milioni di euro.

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