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L’ATTESA

Giuseppe Lombardo verso la DNA, mercoledì il Plenum del Csm decide

Proposta unanime della Quinta Commissione. Nella relazione, il magistrato di Reggio Calabria è “indubbiamente il candidato più idoneo”

Pubblicato il: 02/11/2026 – 13:12
di Paola Suraci
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REGGIO CALABRIA Per mesi la pratica è rimasta ferma, fuori dall’ordine del giorno. Ora arriva in aula. Mercoledì 4 novembre il Plenum del Consiglio superiore della magistratura discuterà la nomina di Giuseppe Lombardo a procuratore aggiunto della Direzione nazionale antimafia, un posto scoperto da sedici mesi. La proposta della Quinta Commissione, approvata all’unanimità, è già sul tavolo. Il posto è vacante dal primo luglio 2025, da quando ha lasciato Michele Prestipino Giarritta. La procedura era partita con sei domande. Domenico Gozzo nel frattempo è stato destinato ad altro incarico e Luigi Alberto Cannavale ha ritirato la candidatura. In corsa sono rimasti Marzia Eugenia Sabella, Francesco Soviero, Sergio Amato e lo stesso Lombardo. Per la Quinta Commissione tutti vantano profili di ottimo livello. La differenza, scrive la relazione, la fanno gli anni passati sulle materie di mafia e il lavoro costruito con la DNA.

Gli anni alla DDA

Giuseppe Lombardo non è soltanto uno dei magistrati che hanno lavorato più a lungo sulle dinamiche della ‘ndrangheta reggina. Alla Dda è da oltre diciotto anni: sostituto dal 2007 al 2017, poi procuratore aggiunto dal 2 agosto 2017 con il coordinamento dell’Area Jonica. Dal 16 settembre 2024 al 30 luglio 2025, prima dell’insediamento di Giuseppe Borrelli, ha retto la Procura come facente funzioni, con la direzione della DDa e dell’antiterrorismo, in una fase particolarmente delicata. La Quinta Commissione su questo sottolinea un punto tecnico: il periodo da facente funzioni è considerato “degno di rilievo” ma non raggiunge la sogli minima di un anno prevista dal Testo Unico, e quindi non pesa formalmente sul confronto. Tornato aggiunto con l’arrivo del nuovo procuratore capo, ha continuato a seguire la fascia jonica e una parte rilevante dell’attività investigativa dell’ufficio. Il nuovo testo unico sulla dirigenza giudiziaria stabilisce che, quando un candidato ha più di sei anni di esperienza in più degli altri nelle materie di criminalità organizzata, quel vantaggio è decisivo. Per la Commissione questo scatta nel confronto con Soviero, che ha maturato la stessa esperienza nel decennio da sostituto della DDA, Mentre Lombardo ha coordinato anche un’area come aggiunto. Con Sabella i percorsi sono equivalenti su questo punto e la partita si sposta altrove.

Il lavoro con la DNA

E’ sul rapporto con la Direzione nazioanle antimafia che la relazione individua la prevalenza. Solo Lombardo, scrive la Commissione, ha un’attività di coordinamento e collaborazione con la DNA protratta e costante. E’ componente stabile di cinque gruppi di lavoro nazionali, che elaborano le linee guida per tutte le Procure: le relazioni tra ‘ndrangheta e altre mafie e la stagione stragista del 1992-94, la criminalità organizzata, le intercettazioni, il carcere duro, le acquisizioni trasnazionali di conversazioni cpriptate come Encrochat e SkyECC. C’è poi la dimensione europea. Giuseppe Lombardo ha gestito 51 procedure di cooperazione con Eurojust, ha partecipato a 36 riunioni di coordinamento all’Aia ed è membro del gruppo che monitora l’espansione della ‘ndrangheta nei Paesi Ue. Per la Commissione questo gli ha permesso di ricostruire l’unitarietà dell’organizzazione in Italia e nel mondo, le componenti al vertice, le strutture territoriali, le diramazioni politiche, economiche e finanziarie e le dinamiche del narcotraffico internazionale. A differenza di Sabella, inoltre, non ha mai lasciato l’attività giudiziaria per periodi fuori ruolo.

Ora il Plenum

La relazione della Quinta Commissione, conclude che il magistrato reggino Giuseppe Lombardo è “indubbiamente il candidato più idoneo” e propone di conferirgli le funzioni semidirettive requirenti di coordinamento nazionale. L’ultima parola spetta, dunque, mercoledì al Plenum dopo mesi di attesa. (p.suraci@corrierecal.it)

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