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Medio Oriente in fiamme

Natale di sangue su Gaza, raid israeliano fa strage di palestinesi

Bombardato un campo di profughi di al-Maghazi. Almeno 70 morti

Pubblicato il: 25/12/2023 – 6:50
Natale di sangue su Gaza, raid israeliano fa strage di palestinesi

GAZA Almeno 70 palestinesi sono stati uccisi in un attacco israeliano in un campo profughi di al-Maghazi, nel centro della Striscia. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Hamas che parla di almeno tre abitazioni distrutte. Interrogato in merito, l’esercito israeliano ha dichiarato che sta “verificando” le informazioni. Il portavoce del ministero della Sanità, Ashraf al-Qudra, ha affermato che il bombardamento ha distrutto “un blocco di case abitate” e che il bilancio “probabilmente aumenterà” a causa del gran numero di famiglie presenti al momento dell’attacco.  Da quando è cominciato il conflitto i palestinesi morti sono oltre 20mila, i feriti almeno 54mila. 
Israele, intanto, ha ordinato l’evacuazione di otto città nel centro della Striscia affinchè i residenti possano trasferirsi nella città di Deir al Balah, dove nelle ultime 48 ore sono stati cinque bombardamenti fatali. “Non c’è nessun posto dove andare a Gaza”, lamentano molti degli sfollati a causa dell’offensiva israeliana, poichè nemmeno continuare a fuggire è sicuro per coloro che lo fanno da più di due mesi e mezzo di guerra.

Ordini di evacuazioni per 150mila palestinesi

«Non esiste una zona sicura nella Striscia di Gaza», ha detto Sabri Abdelrahim all’Efe nel campo profughi di Bureij, che Israele ha ordinato a più di 150 mila persone di abbandonare. Molti non vogliono andarsene, ma i bombardamenti li fanno riflettere e alla fine la maggioranza decide di fuggire, ripetendo le immagini di macchine e camion pieni di persone, altri su carretti trainati da asini con tutto ciò che hanno lasciato.
Bambini, anziani, donne, insieme a materassi, coperte, utensili da cucina e cibo in scatola, mentre gli aerei israeliani sorvolano le loro teste. Tra le fila israeliane, invece quattordici soldati sono morti nelle ultime 48 ore, uno dei giorni più sanguinosi per l’esercito ebraico dall’inizio dell’offensiva di terra nell’enclave. In totale, 153 soldati israeliani sono morti in combattimento dall’inizio dell’offensiva di terra avviata il 27 ottobre, superando i 119 morti nella guerra del Libano del 2006, secondo i dati ufficiali dell’esercito.

Netanyahu: «Proseguiamo la guerra»

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha lamentato: «La guerra ci sta costando un prezzo molto alto, ma non abbiamo altra scelta che continuare a combattere” fino alla «distruzione di Hamas», perchè «è l’unico modo per liberare le nostre persone rapite”, anche se «ci vorrà tempo» e «ha un prezzo molto alto». L’esercito israeliano, che ha reso noto di aver distrutto la rete di tunnel a Gaza utilizzata per gli attacchi del 7 ottobre, ha riferito di aver colpito più di 200 «obiettivi terroristici” di Hamas nelle ultime 24 ore e di aver ucciso numerosi militanti in operazioni congiunte con lo Shin Bet, il servizio di intelligence interno del Paese.

Abu Mazen: «»

Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha chiesto la fine del «fiume di sangue» e degli «immensi sacrifici» del popolo palestinese in un messaggio per il Natale, una festa che assume particolare rilevanza a Betlemme, dove la tradizione cristiana colloca la nascita di Gesù. «Le difficoltà e l’eroica resilienza del nostro popolo nella loro terra sono la via verso la libertà e la dignità», ha affermato il presidente dell’Autorita’ nazionale palestinese, che governa piccole aree della Cisgiordania occupata.

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