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«Non sparò soltanto Pozzolo» la nuova ipotesi sul caso di Capodanno

Una ricostruzione che circola in queste ore tra gli agenti della polizia penitenziaria

Pubblicato il: 04/01/2024 – 8:45
«Non sparò soltanto Pozzolo» la nuova ipotesi sul caso di Capodanno

Una festa con vari agenti della polizia penitenziaria presenti, non solo quelli della scorta del sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Una serata a cui erano invitati anche familiari e amici dei poliziotti.  Un veglione – scrive “Repubblica” questa mattina – dove a un certo punto il deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, dopo l’una, rivolto ai presenti e ai poliziotti avrebbe fatto vedere che anche lui aveva un’arma. Ma nel giro di pochi attimi, dalla goliardia si è passati alla tragedia sfiorata. È partito un colpo. E un ragazzo di 31 anni è rimasto a terra con una pallottola conficcata nella coscia. C’è una ricostruzione che circola in queste ore tra gli agenti della polizia penitenziaria – riporta il quotidiano – e che ora dovrà essere verificata. «C’erano vari agenti quella sera – scrive ancora Repubblica – non solo quelli della scorta di Delmastro. Con amici e familiari. Facevano tutti baldoria. A mezzanotte un gruppetto si è allontanato e si è messo a esplodere botti e mortaretti. Qualcuno ha sparato in aria con la pistola. Si è sentito più di un colpo. Erano distanti dagli altri, perché c’erano anche dei bambini. Quando è arrivato il deputato, e ha visto i poliziotti, ha fatto vedere a loro che anche lui aveva un’arma. L’ha tirata fuori. Ma non si è capito chi abbia sparato. Il colpo si è sentito, ma non tutti hanno visto». Quando Luca Campana, il ferito, è riverso a terra, si scatena il panico. «A Delmastro qualcuno ha consigliato di andare via in quel momento, perché sarebbe stato meglio per la sua reputazione, ma lui è rimasto», dicono gli agenti, che aggiungono: «Non è così chiaro come sia partito il colpo, ma stavano scherzando, era un gioco con le pistole. Il deputato voleva solo far vedere l’arma. Forse perché quella notte tutti quelli della penitenziaria erano armati».

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