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c’era una volta

La vera storia degli Ermellini ideati dagli studenti di Taverna e mascotte di Milano-Cortina 2026 – FOTO E VIDEO

«Sogna forte!» è il motto che rappresenta Tina e Milo. Ecco come nasce l’idea

Pubblicato il: 08/02/2024 – 17:10
La vera storia degli Ermellini ideati dagli studenti di Taverna e mascotte di Milano-Cortina 2026 – FOTO E VIDEO

SANREMO Saranno due vivacissimi ermellini le Mascotte dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 e hanno fatto il loro debutto su Rai 1 dal palco del Festival di Sanremo.
La Mascotte dal manto chiaro si chiama Tina e rappresenterà i Giochi Olimpici Invernali del 2026. Milo, il fratello dal manto bruno, sarà invece il testimonial dei prossimi Giochi Paralimpici Invernali. I loro nomi sono i diminutivi di quelli delle due località protagoniste: Tina da Cortina, Milo da Milano. Italiani, brevi, facilmente pronunciabili e memorizzabili, sono utilizzati anche in altri Paesi. L’unveiling degli iconici personaggi chiude la fase creativa che, attraverso la collaborazione tra il Comitato Organizzatore e il Ministero dell’Istruzione, ha visto il coinvolgimento delle studentesse e degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Un percorso nato dalle oltre 1600 idee creative presentate e dal successivo sviluppo sul piano professionale e del design della soluzione selezionata.

Nelle tappe di avvicinamento al 2026, Tina e Milo non saranno da soli: ad accompagnarli ci saranno i loro compagni di avventura, i sei piccoli bucaneve “I Flo”. I fiorellini, abbozzati in una prima fase dagli alunni dell’Istituto Comprensivo Sabin, e sviluppati anch’essi professionalmente sul piano della grafica e del design, saranno i migliori amici di Tina e Milo nell’avventura verso Milano Cortina 2026 e arricchiranno le loro storie con giochi, scherzetti e tanta, tanta simpatia.

Gli ermellini

Due vivacissimi ermellini, simili ma non identici. Tina creativa e concreta è una gran curiosona. Vive in città e nel tempo libero ama assistere a spettacoli e concerti che le hanno fatto conoscere il potere della bellezza e la sua forza trasformatrice. «Sogna forte!» è la frase che più la rappresenta. Milo, resiliente e sognatore, ha un vero e proprio debole per gli scherzetti, ama giocare sulla neve e nel tempo libero realizza strumenti musicali di pura fantasia. Nulla può fermare Milo che pur essendo nato senza una zampa ha imparato a camminare con la propria coda. La frase che più rappresenta la Mascotte Paralimpica di Milano Cortina 2026 è ‘Gli ostacoli sono trampolini’. Ad aver accompagnato Tina e Milo nel loro debutto ufficiale in anteprima su Rai 1 c’erano Federico Barra, in rappresentanza dell’Istituto Comprensivo di Taverna, e con lui in sala il Presidente del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò.

C’era una volta…

C’era una volta un luogo magico di rara bellezza, incastonato tra la pianura e la montagna. Un bosco ricoperto da soffice neve in inverno e quasi sempre baciato dal sole. Qui, in un giorno di primavera, nacquero due ermellini. I loro genitori decisero di chiamarli Tina e Milo. I due piccoli, fratello e sorella, iniziarono ben presto ad andare alla scoperta del mondo che li attendeva in tutta la sua bellezza al di fuori della loro tana. Appena videro la neve, cominciarono a giocarci, a ruzzolare in discesa, a sfidarsi a palle di neve, come qualunque cucciolo che si rispetti. Dopo qualche tempo, passato l’inverno, i due decisero di salutarsi per seguire ciascuno la propria strada. Tina, guidata dalle proprie passioni e dal suo innato desiderio di scoperta, scese in città; Milo preferì rimanere in montagna, il luogo delle sue radici. Nel tempo trascorso da soli, i due ermellini fecero tante esperienze diverse che formarono i loro caratteri. Ma ogni anno, in inverno, fratello e sorella si riuniscono nel loro luogo natale, nella stessa tana che abitavano quando erano piccoli.
Un giorno d’inverno, al loro risveglio, i due ermellini videro in lontananza una luce nuova, mai vista prima. Incuriositi, si guardarono negli occhi e senza il bisogno di dirsi niente, decisero di farsi guidare dalla loro curiosità e andare alla scoperta di quella luce che brillava non lontano da dove si trovavano. Cominciarono un viaggio ricco di scoperte, avventure e allegria. Con passo svelto e facendosi qualche simpatico dispetto lungo il cammino, i due raggiunsero alcune delle località più belle della zona. Posti nuovi mai visti prima si presentarono a loro con tutta la bellezza della novità. Notarono anche strani percorsi, attrezzi, piste che subito diventarono il palcoscenico delle loro scorribande e delle loro acrobazie. La dimestichezza con la neve e con la montagna permise loro di provare tanti nuovi giochi (avevano sentito dire che gli umani li chiamano sport…) e decisero di rimanere lì per un po’ di tempo, sicuri che in quei luoghi presto sarebbe successo qualcosa di unico, un evento memorabile per le generazioni future, una festa a cui non avrebbero mai rinunciato. I giorni passavano e i due ermellini non smisero un attimo di giocare e scherzare…non si erano mai divertiti così tanto!

La loro vivacità era contagiosa e anche molto rumorosa. Forse per questo, a un tratto, sei piccoli Bucaneve spuntarono dal manto innevato, svegliati da tanto allegro trambusto. I piccoli fiorellini, ancora insonnoliti dal lungo inverno, stiracchiando il proprio stelo, si accorsero della presenza dei nostri due ermellini e dopo una breve presentazione, decisero di unirsi a loro in questa appassionante avventura. Il nuovo gruppo di amici si mise in cammino: la destinazione era vicina e la voglia di raggiungerla era grande. Passo dopo passo, gioco dopo gioco, scherzo dopo scherzo, il gruppo di amici raggiunse la luce che aveva guidato il loro viaggio, ed ecco svelato il segreto. Era la luce dei Giochi Olimpici e Paralimpici invernali di Milano Cortina 2026: c’erano tante persone sorridenti che provenivano da tutte le parti del mondo, diverse e unite, proprio come loro! Che cosa fare? Semplice: fare gli onori di casa e unirsi a questa grande festa. I due ermellini si guardarono con un sorriso complice, si voltarono verso i sei piccoli fiori amici che scalpitavano dalla gioia e in un attimo tutto fu chiaro. Ci siamo – dissero – che il divertimento abbia inizio.
(redazione@corrierecal.it)

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