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Colpo di scena

Naufragio di Cutro, Guardia costiera “bloccata” dalle nuove disposizioni

Spunta una mail che chiarisce le regole per intervenire in mare per la gestione dei migranti

Pubblicato il: 14/04/2024 – 14:50
Naufragio di Cutro, Guardia costiera “bloccata” dalle nuove disposizioni

CUTRO «A seguito di tavoli tecnici interministeriali sono state impartite dal livello politico alcune disposizioni tattiche per gli assetti della Guardia di finanza che, di fatto, in parte impongono alcune riflessioni sul nostro modus operandi. A far data dalla presente, le attività di intervento delle unità navali della Guardia costiera, in caso di eventi connessi al fenomeno migratorio, si dovranno sviluppare nel rispetto dei seguenti parametri». È il testo della mail firmata dal capitano di vascello Gianluca D’Agostino, capocentro operativo nazionale e dell’Imrcc (il centro di ricerca e soccorso della guardia costiera) e inviata a tutte le capitanerie locali. Una mail tirato fuori dalla trasmissione “Il Cavallo e la Torre” di Marco Damilano che chiarisce in modo disarmante l’ingerenza della politica nel modo di intervenire della Guardia costiera nelle operazioni di soccorso in mare.

Un documento che diviene una sorta di “j’accuse” su quanto accaduto la notte tra il 25 e il 26 febbraio del 2023 quando sulla spiaggia di Steccato di Cutro morirono 94 migranti a seguito del naufragio del barcone sul quale viaggiavano. Stando a quelle disposizioni, infatti l’intervento della guardia costiera, «potrà essere eseguito solo dichiarando evento Sar».
Una prescrizione categorica mancando la quale, le motovedette della guardia costiera restano in porto ed al loro posto entrano in azione le vedette dalla Guardia di finanza essendo l’evento classificato come intervento di polizia. Un quadro che si sarebbe proprio verificato in occasione del tragico evento di Cutro.

Ricostruendo il naufragio dello scorso anno, infatti, emerse come dopo la segnalazione dalla sala operativa di Frontex del caiacco in mare. Fu dalle autorità italiane dichiarato intervento di polizia e conseguentemente a gestire l’operazione furono gli uomini della Guardia di finanza.  
«Abbiamo operato secondo le nostre regole di ingaggio che non promanano neanche dal nostro ministero (quello delle Infrastrutture e trasporti) ma da quello dell’Interno. Ci sarebbe bisogno di specificare molte cose, dovreste conoscere le regole che ci sono a livello interministeriale», disse appena dopo il naufragio il comandante della capitaneria di porto Aloi. Parole che alla luce di quel documento rilanciato su Rai 3 ora acquisiscono forza per comprendere la catena di responsabilità di quella tragedia.

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