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la storia

La scelta di Deborah, muore di tumore per far nascere la figlia

La donna, deceduta pochi giorni fa, aveva rifiutato le cure

Pubblicato il: 27/11/2024 – 7:14
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MILANO «Il giorno in cui ho scoperto di essere incinta, ho scoperto anche di avere un tumore al quarto stadio. Uno shock». È il 22 settembre quando Deborah Vanini, 38enne di Como, scrive queste parole sulla sua pagina Facebook, pochi giorni dopo la nascita della figlia Megan. Lapiccola è nata grazie al sacrifico della madre che ha deciso di rifiutare le cure per portare a termine la gravidanza. Ma la giovane ha potuto stare accanto alla sua bambina solo due mesi perché il cancro non le ha lasciato scampo e pochi giorni fa è morta. Oggi si sono tenuti i funerali. È proprio Deborah a raccontare, sui social, quanta forza ci è voluta per non farsi prendere dal panico, dalla disperazione, per fare quella che ha definito la scelta, a caratteri maiuscoli. «Scelte più grandi di noi, sulla vita che avevamo creato. Messi davanti alla più difficile al mondo per un genitore – scriveva -, decidere per la vita o meno dei propri figli». Infatti le cure, «i farmaci, una valanga di farmaci» non erano compatibili con una gravidanza. «Avevo una vita da sogno fino al giorno precedente – raccontava -. Dalla notizia più bella alla più brutta in 25 secondi netti. Dalla gioia più grande alla disperazione più assoluta. Dall’estasi alle pene dell’inferno». Megan è nata il 18 settembre e la sua mamma pochi giorni dopo ha postato le sue foto orgogliosa. L’ultimo post di Deborah è di un mese dopo ed è rivolto alla figlia: «Chissà per quanto tempo potrò guardarti, ogni mese, giorno, ora, sono un prezioso dono. Farò di tutto e lotterò per guardarti il più a lungo possibile». Deborah è morta qualche giorno fa, lasciando la figlia, un compagno e la famiglia. La sua storia ha colpito tante persone. «Sono delle dimostrazioni di grande amore – ha detto il governatore lombardo Attilio Fontana -. Bisogna togliersi il cappello davanti a queste scelte e piangere una donna che ha dimostrato di avere un coraggio e un amore fuori dal comune». «Mi inchino di fronte a questa donna eroica, al posto suo avrei fatto esattamente la stessa cosa», ha commentato l’assessore al Welfare lombardo Guido Bertolaso. (Ansa)

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