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Scambio di voti e appalti, arrestato il sindaco di Molfetta

L’inchiesta della GdF ha fatto luce in particolare su tre appalti pubblici del Comune

Pubblicato il: 06/06/2025 – 10:24
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Scambio di voti e appalti, arrestato il sindaco di Molfetta

Sono accusati a vario titolo per peculato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, turbata libertà degli incanti e di scelta del contraente, frode nelle pubbliche forniture, frode in processo penale e depistaggio, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e diverse fattispecie di falso, i sei indagati dalla Procura di Trani nell’ambito di un’inchiesta su un presunto scambio di voti e affidamenti di appalti che vede coinvolto anche il sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, finito agli arresti domiciliari. Oltre al primo cittadino della città pugliese, sono indagati tre dirigenti del Comune (uno posto ai domiciliari e due sospesi dall’esercizio per 12 mesi), un imprenditore e un luogotenente in congedo della Gdf. L’indagine ha visto operare i finanzieri di Molfetta, che hanno agito su delega della Procura di Trani, coadiuvati da altro personale del comando provinciale di Bari. L’inchiesta ha fatto luce in particolare su tre appalti pubblici del Comune di Molfetta, uno è relativo a una nuova area mercatale nella città pugliese; uno è legato all’affidamento di servizi per la promozione dell’occupazione; l’ultimo riguarda la realizzazione di opere strutturali all’interno del porto. Il provvedimento costituisce l’epilogo di una complessa indagine di polizia giudiziaria con l’esecuzione di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni telefoniche e ambientali. Gli elementi investigativi raccolti hanno consentito di acquisire elementi sulla base dei quali la Procura aveva già iscritto nel registro degli indagati complessivamente 21 persone, tra cui i sei destinatari delle misure cautelari di oggi. Il pm, ritenendo cessate le esigenze cautelari per due indagati in ragione delle utili dichiarazioni rese, ha revocato in parte la richiesta cautelare. L’ordinanza non è di totale accoglimento della richiesta sia per la tipologia di misura applicata, sia per l’esclusione della gravità indiziaria per due ipotesi di reato. 

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